Un sito on line per la ''carnitina''

Si chiama "Carnitina Official Site" e da venerdì, 7 maggio 2010 e' una delle piu' importanti fonti di informazione on line a livello mondiale sulla carnitina, sostanza che svolge un ruolo chiave nell'organismo, assicurando un approvvigionamento costante ed equilibrato di energia "pulita". Promosso dalla Fondazione Gianni Benzi e dalla Fondazione Sigma-Tau, il sito, accessibile all'indirizzo http://www.carnitinaofficialsite.it in due versioni, italiano e inglese, e' articolato in un'area ad accesso libero e in una ad accesso riservato, previa registrazione, a medici, farmacisti e operatori sanitari.
Testi, video, animazioni e disegni guidano i visitatori, compresi quelli che non hanno dimestichezza con il mondo della biologia, alla scoperta di una delle sostanze piu' affascinanti studiate in questi anni. Coinvolta nei processi di conversione del cibo in energia, ritenuta sostanza salva-cuore e salva-vita, la carnitina potrebbe rappresentare la chiave di volta per capire i meccanismi di molte malattie, incluse quelle oncologiche. "La carnitina e' una molecola inserita nei sistemi di produzione energetica di tutti i sistemi viventi, dai batteri alle piante agli animali; e' una molecola che ha accompagnato tutta l'evoluzione sin dall'origine della vita stessa" – afferma Claudio Cavazza, Presidente Sigma-Tau – "la carnitina agisce come una sorta di carburatore che assicura una miscelazione ottimale ed equilibrata tra i diversi combustibili, grassi, zuccheri, proteine, che forniscono energia all'organismo". Scoperta nel 1905 nella carne, rimase per anni una curiosita' per biochimici, poi si scopri' il suo coinvolgimento nei meccanismi di trasporto degli acidi grassi all'interno dei mitocondri, le centrali energetiche delle nostre cellule. "Negli anni '70" – afferma Menotti Calvani, Vice Presidente e Direttore Scientifico della Fondazione Sigma-Tau – "venne scoperta la sindrome da deficit di carnitina, una malattia rara, con esito mortale, caratterizzata dalla presenza di grasso in tutti i tessuti. La carnitina permise di salvare moltissime vite umane e, nel 1984, ricevette negli USA la registrazione come farmaco salvavita per una malattia rara". Negli anni successivi cominciarono ad uscire lavori che dimostravano che i mitocondri non riuscivano a utilizzare, in condizioni di attivita' muscolare, il glucosio se non in presenza di concentrazioni adeguate di carnitina: fu l'inizio di un nuova area di interesse della sostanza, che riguardava anche la resa ottimale durante le prestazioni sportive.