Un herpes distrugge il cancro

Somministrato per via generale, il virus riesce a mettere fuori gioco le cellule tumorali

Un virus herpes in grado di distruggere selettivamente i tumori. Una nuova simulazione di cura dell'Università di Bologna ne ha confermato l'efficacia.
La ricerca, pubblicata sulla rivista PLoS Pathogens, dimostra che questo particolare virus non è efficace solo quando viene iniettato all'interno del tumore in condizioni di laboratorio, ma anche quando viene somministrato per via generale. Il test è stato effettuato su topi.
La precedente scoperta – Già nel 2009, i ricercatori dell'ateneo bolognese avevano ideato un virus derivato da quello dell'herpes, programmato per entrare selettivamente nelle cellule tumorali. Il virus modificato non aggredisce le cellule normali e non provoca quindi le classiche lesioni erpetiche alle labbra, ma è capace di riconoscere e distruggere i tumori del seno e dell'ovaio che presentano uno specifico marcatore (HER-2). Una patologia di cui ogni anno in Italia si riscontrano 42mila nuovi casi, con oltre 10mila mortali.

Una nuova tecnica – I nuovi studi hanno dimostrato che il virus modificato può curare topi di laboratorio portatori di metastasi di tumori umani all'interno dell'addome. Per farlo è stato messo a punto un modello murino (la cavia utilizzata per gli esperimenti) portatore di tali neoplasie che è stato usato per dimostrare l'efficacia del virus riprogrammato. Alla realizzazione del modello ha provveduto un team guidato da Pier Luigi Lollini in collaborazione con l'Istituto Rizzoli di Bologna.

Lollini fa notare: "E' difficile studiare in laboratorio la diffusione metastatica dei tumori umani, per questo abbiamo sviluppato un sistema-modello che riproduce nei topi la diffusione metastatica dei tumori dell'ovaio e del seno, consentendoci di testare nuove terapie antitumorali in condizioni che rispecchiano quelle umane".

Primi al mondo – Gabriella Campadelli-Fiume, a capo del team di ricerca, spiega: "Molti scienziati nel mondo stanno cercando di produrre virus oncolitici, in grado, cioè, di distruggere le cellule tumorali. Spesso le modificazioni operate, che rendono l'agente virale innocuo per l'organismo ospite, lo rendono anche scarsamente aggressivo nei confronti del tumore e quindi, dal punto di vista terapeutico, poco efficace. Noi siamo i primi a essere riusciti ad ottenere un virus herpes riprogrammato in grado di colpire le cellule tumorali con marcatore HER-2, senza infettare le altre cellule sane, indirizzando così tutta la sua capacità distruttiva solo sulle cellule malate".

Per il futuro, l'obiettivo è arrivare alla fase di sperimentazione pre clinica e proprio per questo gli studiosi sono alla ricerca di ulteriori finanziamenti.