Ue: etichette e pubblicità più chiare

Un passo in avanti verso una maggiore trasparenza nelle etichette dei prodotti alimentari che ogni giorno vanno a finire negli zaini degli studenti e sulle nostre tavole.
A partire dal 2007, secondo la risoluzione approvata dal Parlamento europeo, ci saranno regole un po' più rigide sulle indicazioni delle confezioni: ad esempio, in un prodotto definito “povero in sodio”, la presenza del sale minerale non potrà superare la soglia di 0,12 grammi per 100 grammi.
Inoltre, dovrà essere indicato il “profilo nutrizionale”, cioè il rapporto tra contenuto di grassi, zuccheri e sali, importante nei casi in cui l'azienda voglia sfruttare una di questi componenti come argomento di vendita.
Sulle questioni di marketing il cammino della proposta si è fatto complicato, ritardando di tre anni la sua approvazione.
Ad esempio, non si potrà definire un alimento “ricco in fibre”, attirando quindi l'attenzione del consumatore su questo particolare, senza indicare l'elevato contenuto di grassi e zuccheri.
Attenzione rivolta anche a quei prodotti che riportano indicazioni sulla salute, come ad esempio “riduce il vostro colesterolo”, per i quali sarà necessaria un'autorizzazione specifica di Bruxelles.
Il provvedimento è stato giudicato positivamente dalle associazioni dei consumatori, secondo le quali potrebbe contribuire a contrastare gli effetti della cattiva alimentazione e a combattere malattie croniche come l'obesità, di cui ogni anno in Europa soffrono 400.000 nuovi bambini.
Salvato il vecchio e caro “digestivo” – tutte le altre bevande alcoliche che superano l'1,2% in volume di alcol non potranno riportare indicazioni sulla salute – mentre, assicurano dall'Ue, saranno rispettate le tradizioni culinarie dei singoli stati membri.
Adesso la risoluzione dovrà passare dal Consiglio dei Ministri dell'Ue, che però ha già annunciato il suo accordo politico.