UE: Attivista ceceno in sciopero della fame da 26 giorni a Strasburgo

Dopo 26 giorni di sciopero della fame Said-Emin Ibraghimov, presidente dell'organizzazione cecena "Per la pace e i diritti umani" attualmente in esilio a Strasburgo, è in pericolo di vita.
Con questa iniziativa l'attivista per i diritti umani vuole ottenere un maggiore impegno del Parlamento Europeo e del Consiglio Europeo per la pace in Cecenia.
Ibraghimov intende interrompere lo sciopero della fame solo quando otterrà una risposta ai suoi appelli di pace.
L'Associazione per i Popoli Minacciati (APM) ha inutilmente tentato di convicere l'attivista per i diritti umani a assumere del cibo.
Ibraghimov è stato protagonista di diverse iniziative spettacolari, quali la marcia per la pace da Bruxelles a Strasburgo della scorsa estate o le manifestazioni di fronte agli edifici del Consiglio Europeo, con le quali tenta di riportare l'attenzione sulla guerra tuttora in corso in Cecenia.
Lo sciopero della fame di Ibraghimov inquieta la popolazione cecena e gli attivisti per i diritti umani di molti paesi che chiedono a Ibraghimov di interrompere lo sciopero.
L'APM ha chiesto a Thomas Hammarberg, Commissario per i Diritti Umani dell'assemblea Parlamentare del Consiglio Europeo, di ricevere con urgenza Said-Emin Ibraghimov. Lo sciopero della fame di Said-Emin Ibraghimov ha anche lo scopo di
riportare l'attenzione dei mezzi di informazione sulle terribili
condizioni di vita in cui versa la popolazione cecena.

Paul Ricard (redazione@vita.it)