Tre le regole d'oro per scegliere il caffè giusto

Al rientro dalle vacanze milioni d'italiani tornano a prendere il caffè al bar in città. Tre dettagli a cui badare per scegliere quello giusto: la pulizia delle macchine, la lunghezza e il suo aroma

Vacanze terminate, tutti nuovamente al bar sotto casa a fare colazione o a prendere il caffè con i colleghi e gli amici in pausa pranzo. Ma come si fa a scegliere il bar giusto? I dettagli fanno la differenza. Per questo l'Istituto Nazionale Espresso Italiano consiglia tre regole d'oro di facile applicazione anche per i meno esperti. Prima regola: quando si entra al bar dare un occhio alla macchina da caffè e al macinadosatore: tutti e due devono essere puliti, quindi per esempio niente latte incrostato sulla lancia vapore del cappuccino e niente tracce evidenti di unto sulla campana (il contenitore del caffè in grani). Per capire se il caffè è lungo il giusto, occhio all'orologio: da quando il barista preme il pulsante a quanto stoppa l'erogazione del caffè devono passare circa 25 secondi. E la tazzina dovrà avere raccolto 25 milliltri di caffè, quindi non piena all'orlo. E infine l'assaggio: crema compatta e liscia, color testa di moro. In bocca rotondo, ricco di aromi dalla cioccolata alla vaniglia, dalla frutta fresca a quella secca. Più amaro o più acido? Questo a voi deciderlo, ai milanesi piace più acido, ai napoletani più amaro.

Chi è l’Istituto Nazionale Espresso Italiano
L’Istituto Nazionale Espresso Italiano, di cui fanno parte torrefattori, costruttori di macchine e macinadosatori e altri sodalizi che volgono la loro attenzione all’espresso di qualità, oggi conta 41 associati con un fatturato aggregato di oltre 700 milioni di euro. Maggiori info: www.espressoitaliano.org