Topi nutriti con mais OGM risultano sviluppare gravi anomalie

E' stato reso pubblico uno studio segreto della multinazionale Monsanto in base al quale un gruppo di topi nutriti con una varietà di mais geneticamente modificato ha sviluppato anomalie nei reni e nel sangue rispetto a un gruppo nutrito con mais tradizionale.
Lo ha rivelato l'articolo di apertura del domenicale britannico "The Independent on Sunday".
Secondo alcuni esperti interpellati dal giornale, i cambiamenti nella composizione del sangue delle cavie potrebbero indicare che il loro sistema immunitario sia stato danneggiato o che abbia messo in atto un meccanismo di risposta ad una malattia.
La ricerca riguarda il Mon 863, una varietà modificata per produrre una sostanza letale per le larve infestanti del mais, che è stata sviluppata dalla stessa Monsanto e già commercializzata in Usa e altri paesi, ma non ancora in Europa,dove si aspettal'autorizzazione dell'Ue.
Secondo il quotidiano, la Monsanto non ha reso pubblico il proprio studio (di 1.139 pagine) con la motivazione che conterrebbe "informazioni confidenziali industriali che potrebbero essere usate commercialmente dalla concorrenza".
"Se qualcuno di questi oppositori della biotecnologia aveva dubbi sulla credibilita' delle nostre ricerche, avrebbe dovuto sollevare il problema agli organismi regolatori in precedenza.
Dopo tutto, MON 863 non e' nuovo ed e' stato decretato sicuro quanto il mais convenzionale da nove autorita' internazionali dal 2003" ha dichiarato un portavoce della societa'.
All'inizio dell'anno il Mon 863 aveva ottenuto il "via libera" dell'Efsa (l'Autorità europea di sicurezza alimentare di Parma, che effettua le valutazioni scientifiche di rischio); ma il 19 maggio, a Bruxelles, il comitato Ue di regolamentazione non ha raggiunto la maggioranza necessaria ad approvarne la commercializzazione.
La Commissione europea dovrebbe proporre adesso ai ministri di autorizzare la controversa varietà di mais transgenico in una prossima riunione del Consiglio Agricoltura, a meno che il processo decisionale non sia bloccato dalle rivelazioni sullo studio segreto.
"Sono molto, molto preoccupato. Monsanto adesso ha il dovere di consegnare subito la sua ricerca all'Efsa, in versione integrale".
E' quanto dichiara Giorgio Calabresi, nutrizionista e membro dell'European Food Safety Autority, in un'intervista a "La Stampa".
Per quanto riguarda il nostro paese, dove secondo quanto stabilisce il ministero delle Politiche Agricole non e' possibile produrre Ogm, Calabresi ritiene "che in Italia la materia prima e' cosi' sufficiente, per l'eccezionale qualita' del prodotto, che non ha bisogno di questi elementi".
Dall'altro fronte, il professor Francesco Salamini, docente di tecnologie genetiche dell'Universita' statale di Milano, da sempre schierato a favore degli organismi geneticamente modificati, dichiara in un' intervista a " Il Messaggero": "Gli Ogm sono un'opzione come un'altra per risolvere alcuni problemi delle agricolture intensive, per alleggerire il carico chimico sui prodotti". "Rientra in una normale dialettica in un paese democratico, le coscienze si sono spaccate sul nucleare, perfino sui telefonino prima che venissero introdotti".
Il caso ricorda un simile esperimento condotto sette anni fa dal ricercatore britannico Arpad Pusztai su topi nutriti con patate Ogm.
Anche Pusztai aveva riscontrato nei topi evidenti differenze riguardanti il loro sistema immunitario e la crescita dei loro organi.
La notizia suscito' grande clamore: pesanti furono le critiche da parte di grandi associazioni scientifiche britanniche e dello stesso governo al ricercatore che fu costretto ad abbandonare il posto di lavoro.

Fonte: Rainews24