Studio dell’UE per combattere l’artrosi

La Commissione europea erogherà dieci milioni di euro (su quattro anni) ad una nuova rete di eccellenza, il progetto MAIN (Cell Migration and Inflammation), il cui scopo è identificare e caratterizzare i meccanismi molecolari che stanno alla base delle risposte infiammatorie croniche.
L’infiammazione cronica, che comprende malattie come l'asma, l'artrite, l'aterosclerosi e il morbo di Alzheimer, colpisce in tutto il mondo milioni di persone.
La rete sarà coordinata dal Prof. Ruggero Pardi dall'Istituto Scientifico Universitario San Raffaele e riunirà 150 ricercatori e laureati di cinque paesi dell'Unione, oltre che della Svizzera e di Israele.
Inoltre MAIN lavorerà in stretta collaborazione con il CMC, il consorzio americano sulla migrazione delle cellule, 'che si è proposto di studiare i meccanismi complessi alla base della migrazione delle cellule nello sviluppo embrionale, la guarigione delle ferite e il cancro.MAIN e CMC condivideranno piattaforme per la tecnologia e l'informazione e svilupperanno un'agenda coordinata di avvenimenti scientifici per dare comunicazione delle loro conquiste ad una più vasta audience di scienziati oltre che al pubblico in generale, spiega il professor Pardi.
Il fattore comune a tutte le malattie da infiammazione cronica è che la risposta infiammatoria, all'inizio diretta al riconoscimento ed all'eliminazione degli agenti estranei 'patogeni' o dannosi, reagisce nei loro confronti in modo eccessivo e provoca ai tessuti un danno che può essere nocivo per la persona.
La sfida che attende gli scienziati è reperire un modo per limitare questo eccesso di reazione senza peraltro compromettere l'efficienza della risposta infiammatoria.
Attualmente gli strumenti terapeutici, specie gli anti infiammatori e gli steroidi, tendono ad abbassare i meccanismi di difesa naturali del paziente e producono una miriade di effetti collaterali indesiderati.
La difficoltà delle le risposte infiammatorie croniche è che esse comportano un ampio ventaglio di processi biologici complessi senza relazione tra di loro, che vengono innescati da molteplici stimoli nocivi; pertanto è essenziale riunire scienziati appartenenti a rami di specializzazione differenti e con competenze diverse per giungere alla completa dissezione molecolare di ciascun processo.
La strategia più efficace per superare le barriere e progredire nel campo dell'infiammazione cronica è certamente quella di promuovere l'interazione sinergica di scienziati appartenenti a parecchie discipline, in modo da affrontare i summenzionati processi procedendo per eliminazione.
Nell'era della biologia dei sistemi, appare sconsiderato iniziare questo grande sforzo studiando i molti problemi non in relazione tra loro, quantunque pertinenti se considerati uno per uno, che stanno alla base delle risposte infiammatorie croniche. Concentrandosi su uno solo di questi processi invece che su vari non correlati in modo meccanicistico, si spera di giungere al più alto grado d'integrazione tra gli scienziati partecipanti, massimizzando le opportunità di rafforzare l'eccellenza scientifica e tecnologica al livello europeo.
MAIN conseguirà i suoi obiettivi scientifici dirigendo quattro programmi di ricerca orientata allo sviluppo (sviluppo di strumenti, identificazione di bersagli, validazione del bersaglio e messa a punto di farmaci) e per fare ciò si avvarrà di tre laboratori di sostegno (imaging, proteomica e microarray) e di un laboratorio centrale (bioinformatica), ciascuno coordinato da due ricercatori.