Si celebra oggi la “Giornata Mondiale
della libertà di stampa”

Il 3 maggio si celebra in tutti gli Stati Membri dell' UNESCO la Giornata Mondiale della Libertà di Stampa dedicata in particolare quest'anno ai paesi in conflitto o in via di transizione.
Commentando la Giornata, il Prof. Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO ha dichiarato:" "Quello della libertà di stampa e, più in generale, della libertà di espressione è un principio universale che, nonostante il suo ormai lungo percorso, trova ogni giorno ostacoli e limitazioni sia in paesi afflitti da gravi problemi di povertà sia, spesso, anche in altri più fortunati.
La giornata mondiale della Libertà di Stampa – ha proseguito Puglisi – rappresenta da parte dell'UNESCO uno sforzo a cui associare le opinioni pubbliche degli Stati membri a difesa di questo principio e a tutela di tutti coloro che operano nel mondo dei media.
Le Commissioni nazionali – e in questo senso ha operato e opera quella italiana – sono chiamate a concretizzare sul campo questo sforzo organizzando e promuovendo quelle riflessioni e quegli eventi che possono tenere vivo, nell'opinione pubblica, l'impegno per la libertà di stampa, negli operatori, l'attenzione all'etica professionale, in tutti, il ricordo e l'ammirazione per i giornalisti che hanno perso la vita per svolgere correttamente la propria missione di informazione."
L'UNESCO promuove la libertà di stampa e di espressione come diritto fondamentale dell'uomo, organizzando e monitorando attività di vario genere, sottolineando l'importanza del pluralismo e dell'indipendenza dei media in qualsiasi sistema democratico e facendo pressione sul mondo politico perché questo sia sempre consapevole della necessità di garantire la libertà di espressione.
Tra le azioni dell'UNESCO in questo campo, da segnalare, oltre alla celebrazione annuale della Giornata Mondiale della Libertà di Stampa, proclamata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, l'istituzione di un gruppo consultivo che vede la partecipazione di professionisti dei media di tutte le parti del mondo e l'istituzione del Premio Guillermo Cano sulla libertà di stampa.
L'UNESCO, inoltre, supporta media indipendenti in zone di conflitto per dare loro la possibilità di svolgere un ruolo attivo nella prevenzione e risoluzione dei conflitti e nel processo di transizione verso una cultura di pace.
Ogni anno, il 3 maggio è un'occasione per celebrare i principi fondamentali della libertà di stampa, valutare l'effettiva libertà dei mezzi di comunicazione in tutto il mondo, difendere i media dagli attacchi alla loro indipendenza e pagare il tributo ai giornalisti che hanno perso la vita nell'esercizio della loro professione. Ma è anche un'occasione per informare il pubblico delle violazioni della libertà di stampa che purtroppo ancora si verificano; in dozzine di paesi si censura la stampa e editori e giornalisti vengono minacciati, arrestati o addirittura uccisi. E' inoltre una giornata di riflessione sulle professioni dei media riguardo la libertà di stampa e l'etica professionale.
Nei paesi in conflitto o in via di transizione, la mancanza di fonti di informazione credibili può seriamente aumentare il sentimento di insicurezza della popolazione, può esasperare paura e frustrazioni. Al contrario, la loro presenza può favorire la riconciliazione e la gestione del conflitto a lungo termine.
Dare assistenza ai "media" indipendenti in aree di conflitto o tensione è quindi vitale per supportare questi paesi nel raggiungimento di una situazione di pace e stabilità nella quale i diritti umani siano una realtà per tutti.
L'azione dell'UNESCO e la riflessione da essa stimolata devono indirizzarsi a progettare l'assistenza ai media indipendenti in tutte le fasi del conflitto e ad individuare i modi per garantire la sicurezza dei giornalisti che rischiano la loro vita nello sforzo di mantenere un flusso libero di informazione.
Uno dei momenti di maggiore rilievo dell'impegno dell'UNESCO sul fronte della libertà di stampa è rappresentato dal Premio Guillermo Cano. Creato nel 1997 dal Consiglio Esecutivo dell'UNESCO, il Premio intende valorizzare il lavoro di una persona, di un'organizzazione o di una istituzione che si siano distinte nella difesa o nella promozione della libertà di espressione, specialmente in quegli angoli del mondo in cui essa è messa al bando da governi autoritari.
Non a caso il Premio porta il nome del giornalista colombiano Guillermo Cano, assassinato nel 1987 per aver denunciato le attività illecite di alcuni politici legati ai potenti commercianti di droga nel suo Paese. Quest'anno una giuria internazionale presieduta dal giamaicano Oliver Clarke ha assegnato il Premio al giornalista cubano Raul Rivero Castaneda, attualmente detenuto nel carcere di Ciego de Avila, a circa 500 km dall'Avana per il suo "impegno tenace e coraggioso a favore dell'informazione indipendente".
Nel fare sua la designazione di Rivero il Direttore Generale dell'UNESCO Koitchiro Matsuura ha ricordato come, "durante tutti questi anni Rivero ha pagato duramente il suo impegno" e come il Premio intenda "ricompensare la lotta permanente dei giornalisti professionisti a favore della libertà di espressione, pilastro essenziale della democrazia".
La cerimonia di premiazione si tiene il 3 maggio a Belgrado.
L'UNESCO ha svolto particolari azioni a favore del pluralismo e dell'indipendenza dei media in Sud-Est Europa, dove i media pubblici erano diventati strumenti di guerra durante gli scontri nella ex Yugoslavia. Rimase attiva nella regione e partecipò alla creazione della prima tipografia giornalistica indipendente a Belgrado lo scorso settembre. Altri progetti sono stati realizzati in molte parti del mondo, dall'Afghanistan al Medio Oriente all'Africa.
Tali azioni, realizzate con una varietà di collaborazioni, sono rivolte a creare le condizioni per l'esercizio del fondamentale diritto alla libertà di espressione, citato nell'articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.
L'UNESCO utilizza il canale diplomatico per persuadere i governi a rispettare il diritto dei giornalisti di fare il proprio lavoro, diffonde pubblicazioni per attirare l'attenzione su episodi di censura ed ha collaborato alla creazione della rete IFLEX che riunisce 45 organizzazioni che lavorano per la libertà d'espressione.
Nel nostro paese la Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO, oltre ad organizzare una serie di eventi, ha invitato le redazioni a celebrare la Giornata Mondiale della Libertà di Stampa con articoli, interventi, dibattiti o semplici commemorazioni per i colleghi dei media che hanno perso la vita nello svolgimento del proprio lavoro.

Fonte:Centro Unesco di Trieste

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L'UNESCO: cos'è

United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization (UNESCO)

La Costituzione dell'Unesco è stata adottata dalla Conferenza di Londra nel novembre 1945 con l'adesione di 20 stati.
Attualmente gli stati membri sono 188.
L'obiettivo principale è quello di contribuire alla pace e alla sicurezza nel mondo promuovendo la collaborazione tra nazioni attraverso l'educazione (intesa in senso formativo), la scienza e la cultura, con l'obiettivo ultimo del rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua e religione.
Per il raggiungimento di questi obiettivi l'UNESCO assolve 5 principali funzioni:

– studi sulle prospettive dell'educazione, scienza e cultura nel mondo di domani,trasferimento e condivisione di tecnologie, soprattutto in attinenza ad
– attività di formazione e ricerca;
– standardizzazione degli strumenti a tal fine utilizzati;
– cooperazione tecnica nello sviluppo delle politiche e dei progetti;
– scambio di informazioni.
L'Italia partecipa ai Programmi UNESCO con una Commissione Nazionale costituita ad hoc che svolge funzioni di coordinamento, informazione e promozione dei Programmi.
Per le materie specificatamente individuate dall'Unesco vengono stabiliti accordi, convenzioni e protocolli con gli Stati Membri e vengono nominati dei comitati intergovernativi che si pronunciano sulle diverse tematiche.
Per quanto riguarda il Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca (MIUR), tra le iniziative più rilevanti va segnalato l'accordo ITALIA- UNESCO concernente l'Accademia delle Scienze del Terzo Mondo (TWAS), siglato a Parigi nel dicembre 1998.
I progetti di ricerca presentati vengono sostenuti finanziariamente con contributi a fondo perduto nei seguenti ambiti:
– Ricerca competitiva: contributi a fondo perduto per attività di ricerca poste in essere da giovani scienziati e ricercatori nei paesi del Terzo Mondo;
– Borse di studio a giovani scienziati del Terzo Mondo per ricerche svolte in collaborazione con l'Italia;
– Ricerche svolte in collaborazione con centri di eccellenza scientifica locati in PVS e in Italia;
– Premi di riconoscimento a scienziati;
– Creazione di network tra i membri TWAS.
La TWAS è l’Accademia delle Scienze del Terzo Mondo, un’organizzazione internazionale che promuove la ricerca scientifica di eccellenza nel Sud del mondo.
Fondata nel 1983 da un gruppo di prestigiosi scienziati con a capo il premio Nobel pakistano Abdus Salam, l’attività della TWAS è stata ufficialmente inaugurata nel 1985 dal segretario generale delle Nazioni Unite Javier Perez de Cuellar.
Attualmente la TWAS conta 630 membri provenienti da 76 Paesi (62 dei quali in via di sviluppo).

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