Si apre a Torino il ''Salone internazionale del Gusto''

Il Salone Internazionale del Gusto, organizzato da Slow Food, Regione Piemonte e Città di Torino, che in questo 2008 si svolge dal 23 al 27 ottobre, è giunto alla settima edizione; è un mercato del cibo, un luogo d’incontro e aggregazione dove si praticano l'economia e lo scambio, integrati da dosi massicce di cultura
gastronomica e di consapevolezza etica e sociale. Ma è anche un modello di mercato, che mette in scena per cinque giorni, all'interno dei padiglioni di Lingotto Fiere, le forze positive
del cibo buono, pulito e giusto impegnate a praticare nel mondo, tutto l'anno, consapevolmente o no, la filosofia di Slow Food.
Il suo obiettivo è fornire ai consumatori-visitatori le chiavi di lettura per conoscere l'altra
faccia del pianeta alimentazione e comprendere caratteristiche e storia di prodotti eccellenti ma poco conosciuti. Perché conoscere le eccellenze è, tra l’altro, il modo migliore per imparare a riconoscere e comprendere meglio anche il nostro cibo quotidiano. Non solo: il
Salone del Gusto è il luogo del dibattito, della sensibilizzazione sui grandi temi dell'ecogastronomia.
Senza mai perdere, però, l'approccio distintivo di Slow Food, quello del
piacere, che tocca le corde più intime e universali della cultura umana, che restituisce al cibo valore simbolico e identitario. Un approccio che ha incontrato il favore del pubblico
rendendo il Salone del Gusto un evento di riferimento a livello internazionale (nel 2006, oltre
170 000 i visitatori di cui il 20% proveniente dall'estero).
Il Salone Internazionale del Gusto, organizzato da Slow Food, Regione Piemonte e Città di
Torino, giunto alla settima edizione, è un mercato del cibo, un luogo d’incontro e aggregazione dove si praticano l'economia e lo scambio, integrati da dosi massicce di cultura
gastronomica e di consapevolezza etica e sociale. Ma è anche un modello di mercato, che mette in scena per cinque giorni, all'interno dei padiglioni di Lingotto Fiere, le forze positive
del cibo buono, pulito e giusto impegnate a praticare nel mondo, tutto l'anno, consapevolmente o no, la filosofia di Slow Food.
Il suo obiettivo è fornire ai consumatori-visitatori le chiavi di lettura per conoscere l'altra
faccia del pianeta alimentazione e comprendere caratteristiche e storia di prodotti eccellenti ma poco conosciuti. Perché conoscere le eccellenze è, tra l’altro, il modo migliore per imparare a riconoscere e comprendere meglio anche il nostro cibo quotidiano. Non solo: il
Salone del Gusto è il luogo del dibattito, della sensibilizzazione sui grandi temi dell'ecogastronomia.
Senza mai perdere, però, l'approccio distintivo di Slow Food, quello del
piacere, che tocca le corde più intime e universali della cultura umana, che restituisce al cibo valore simbolico e identitario. Un approccio che ha incontrato il favore del pubblico
rendendo il Salone del Gusto un evento di riferimento a livello internazionale (nel 2006, oltre
170 000 i visitatori di cui il 20% proveniente dall'estero).
Le due manifestazioni dell'ottobre torinese rappresentano un vero e proprio viaggio alle radici del cibo, dalla tavola alla terra e dalla terra alla tavola, andata e ritorno.
Se lo pensiamo come un albero, il Salone del Gusto sono i rami e i frutti, mentre Terra Madre
sono le radici. Rami e frutti: la natura e il savoir faire dell’uomo che si manifestano ai nostri occhi sotto forma di cibo. Radici: il substrato da cui nasce la vita, produttori di cibo
quotidiano – contadini, allevatori, pastori, nomadi. Un albero sano e robusto, che sviluppa la sua chioma verso l’alto e affonda sempre più le sue radici nel suolo.
Al Salone il visitatore diventa linfa vitale, può percorrere l'albero dalle radici alle ultime foglie, può circolare attraverso snodi e ramificazioni seguendo le proprie inclinazioni, curiosità, impulsi: intraprende un viaggio didattico, sensoriale, di scoperta e di conoscenza, un percorso a tappe dove si osserva, si gusta, si impara, un cammino lento che facilita la
riflessione.
Sono i contadini, i produttori alimentari, i commercianti, i docenti e ricercatori universitari, i
cuochi, i giovani agricoltori e gli studenti di Terra Madre a dare forza, materia, capacità di rinnovarsi a quella grande fiera della multiculturalità gastronomica che è il Salone del Gusto.
Sono loro l'humus vitale necessario all'albero per crescere e fiorire.
Terra Madre per le comunità del cibo è un percorso intrapreso con la prima edizione del meeting nel 2004 e che continua rafforzando legami di consapevolezza e motivazioni per
creare una rete più forte, capace di far sentire le proprie istanze nel mondo. Il risultato è una nuova globalizzazione virtuosa formata dal basso, dalle identità locali.
Salone del Gusto e Terra Madre sono un viaggio di andata e ritorno alle radici del cibo per ripartire di nuovo, dal Nord al Sud del pianeta, dalla produzione al consumo, dai contadini ai gastronomi ai co-produttori.
Da Terra Madre al Salone, si rafforza il rapporto tra il mondo della produzione e quello dei consumatori. Un rapporto che si vuole sempre più stretto, fiducioso, reciproco, che cancelli l'idea negativa del consumare, del distruggere, sostituendola con quella della condivisione, della consapevolezza e della conoscenza.
Il Salone del Gusto educa, tutela, promuove Il viaggio alle radici del cibo al Salone del Gusto si declina in tre parole: educazione, tutela e
promozione.

Educa
Una delle attività fondanti di Slow Food è l’educazione alimentare e del gusto. Mantenendo saldo il principio di integrazione critica delle pedagogie che risolvono l’educazione alimentare in una semplice
prospettiva nutrizionista o merceologica, Slow Food afferma che il cibo non è solo nutrimento ma anche
piacere, cultura, convivialità. Tutto questo con lo scopo di rendere i consumatori – giovani e adulti – coproduttori, cioè soggetti consapevoli del valore delle scelte quando si acquista il cibo e della capacità di influenzare la produzione.
Agli ormai storici Laboratori del Gusto, le degustazioni guidate targate Slow Food, e Teatro del Gusto, il
palcoscenico dove si avvicendano cuochi da tutto il mondo che eseguono in diretta i loro piatti simbolo, si
aggiungono altri appuntamenti.

La strada maestra

Al padiglione 2 una "strada maestra" accompagna il visitatore nel suo viaggio all'interno del Salone. Uno
spazio per arricchire i sensi e la mente: imparando come scegliere un prodotto alimentare, conoscerne la
storia, l’impatto sulla salute e sull’ambiente, il ruolo del produttore. Pannelli ed esperienze sensoriali illustrano la concezione del cibo secondo Slow Food: buono, pulito e giusto. La via virtuosa è curata da Politecnico di Torino, Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, International Labour Organization e Obiettivo Lavoro.

Incontri con l’autore e Laboratori della memoria

Negli Incontri con l’autore si possono conoscere i personaggi simbolo del mondo dell’enogastronomia che
raccontano la loro storia e i loro prodotti. All’interno di questa iniziativa fanno il loro debutto quest’anno i Laboratori della memoria in cui i “grandi vecchi” parlano ai più giovani spiegando il senso della passione che li ha guidati nel corso della loro vita. Si possono ascoltare ad esempio il suono di una forma di
parmigiano battuta dal novantenne Enzo Gavioli o i racconti sulla cucina di una volta di Aimo Moroni.

Master of Food – Il cibo quotidiano

Il Master of Food è un percorso completo di educazione alimentare che attraverso 24 tipologie di corsi
consente di approfondire la conoscenza del cibo e delle produzioni alimentari con degustazioni guidate.
Al Salone del Gusto viene proposto ai visitatori un “assaggio” dei Master of Food, cioè corsi brevi della
durata di una o due lezioni per scoprire alcune materie come tè, ortofrutta, carne, spezie, caffè…
La novità di quest’anno è il nuovo corso Master of Food sul cibo quotidiano: una lezione sulla spesa consapevole per insegnare a leggere con competenza le etichette e a scegliere prodotti locali, stagionali e naturali.
Questa nuova iniziativa vuole fornire consigli pratici per uscire dal circuito del sistema industriale applicato all'agricoltura e al cibo che tende a rendere i consumatori passivi nelle loro scelte: condizionati da messaggi
pubblicitari spesso scorretti e da un'offerta di prodotti abnorme e lontana dai ritmi naturali delle stagioni. È un sistema che mortifica i produttori imponendo prezzi sempre più bassi, incrementa le emissioni di CO2,
aggrava il cambiamento climatico, compromette la salute.

Pensa che mensa: la mensa secondo Slow Food

Una delle novità più significative è al padiglione 2, nello spazio Pensa che mensa: l’area del Salone del
Gusto in cui si possono conoscere, raccontare e soprattutto provare esperienze di quella che vorremmo
fosse una mensa buona, pulita e giusta. Sempre nell’ottica di un’attenzione particolare al cibo quotidiano, che può e deve assicurare la qualità a tutti, in Pensa che mensa i referenti di alcune mense di enti locali, ditte di ristorazione, cuochi, comitati di mensa, giornalisti si incontrano in momenti di confronto e
assaggio…

Orto in Condotta: percorsi scolastici per scoprire la filiera del cibo
Le classi della scuole dell’infanzia, elementari e medie, alla scoperta della filiera del cibo, per imparare e
sperimentare divertendosi ciò che accade dal campo alla tavola.
I Laboratori dei Vignerons d’Europe
Slow Food riserva uno spazio all’interno del padiglione 5 al vino naturale. È la sala Vignerons d’Europe,
destinata unicamente alle degustazione di vini di vignaioli, coloro che coltivano le uve nel rispetto della terra e dell’uomo e ne ricavano vini autentici. I Vignerons d’Europe si sono uniti per difendere i vini di terroir del Vecchio Continente elaborando proposte strategiche sul ruolo della vitivinicoltura europea nel mercato globale. La loro prima assise, organizzata da Slow Food con il sostegno della Regione Languedoc e Roussillon e dell’Area Metropolitana di Montpellier, si è svolta nell’aprile 2007 a Montpellier in Francia.

Le conferenze e i seminari

Anche per il 2008 il pubblico del Salone del Gusto incontra le tematiche di Terra Madre in una serie di
conferenze in cui si toccano svariati argomenti: dalla sicurezza alimentare ai cambiamenti climatici, alla
biopirateria all’economia locale. Da quest’anno poi i seminari di Terra Madre che si svolgono all’Oval sono
aperti al pubblico (oltre che ai delegati di Terra Madre): il 20% dei posti sono disponibili previa
prenotazione.

Tutela

Punto imprescindibile del viaggio alle radici del cibo è la tutela di quei prodotti tradizionali e del
patrimonio di agrobiodiversità che l’industria alimentare tende a sopprimere attraverso la
standardizzazione dei gusti e dell’offerta. Da queste considerazioni sono partite da Slow Food iniziative
come l’Arca del Gusto, catalogazione della biodiversità agroalimentare a rischio estinzione, e i Presìdi,
progetti concreti a salvaguardia di prodotti tradizionali.

Le tradizioni gastronomiche al Salone del Gusto nelle
Cucine e Isole del Gusto

In questa edizione del Salone del Gusto, nuovi percorsi gastronomici attendono i visitatori, per scoprire e assaporare i piatti della tradizione italiana ed estera.
Nei padiglioni 2 e 3 sono presenti le sezioni riservate alle regioni e province italiane, mentre nel padiglione 1 si trovano le sezioni dedicate ai prodotti esteri provenienti da Irlanda, Norvegia e Catalogna.
Il sentiero sensoriale offerto dalle Cucine e Isole del Gusto costituisce un’esperienza per tutti coloro che vogliono partecipare a eventi, spettacoli, conferenze o racconti che li avvicinano al mondo del cibo. Ecco alcuni esempi di cosa può trovare il visitatore del Salone.

L’Abruzzo propone un programma denso di laboratori su prodotti tipici come l’olio extravergine, formaggi di montagna, Montepulciano d'Abruzzo doc, e di appuntamenti a tavola con la tradizione della famiglia Di Giovacchino del ristorante Font'Artana (Picciano – PE) o di Luca Panunzio ed Enzo D'Andreamatteo della Locanda Manthonè di Pescara.
La Puglia, terra crocevia di culture mediterranee e orientali, ricca di prodotti locali e tradizionali, presenta nella sezione di cucina, il ricco tesoro culinario di 5 province, espresse da altrettanti ristoratori presenti nella guida Osterie d’Italia 2008.
La cucina della regione Sicilia concede una panoramica completa della realtà locale, proponendo menù che si alternano nei vari giorni del Salone dedicati ai vari territori: Enna,
Ragusa e gli Iblei, Trapani, le Madonie, Palermo, Sciacca e Favara, Eolie e Nebrodi, l’Etna,
Caltanissetta.
Anche la Provincia di Vercelli è presente nell’ultima Edizione del Salone del Gusto 2008, con degli appuntamenti per scoprire il mondo dei formaggi valsesiani e vercellesi, e la realtà dop del riso di Baraggia. É possibile inoltre ritrovare i sapori di questo territorio negli spazi riservati ai ristoranti.
La cucina del Friuli Venezia Giulia propone tutti i giorni menù a tema, come “Suggestioni di autunno” dove spiccano i sapori stagionali delle sfogliatine ai porcini o dello strudel
d’uva, oppure si può andare alla scoperta della gastronomia di laguna con “Da Lignano a Trieste…passando per Grado”, e tante altre proposte, il tutto accompagnato da vini preziosi
di vitigni autoctoni come il Friulano dei Colli Orientali del Friuli, il Refosco dal peduncolo rosso, il Ramandolo, il Terrano e il Verduzzo Friulano. Ma non è finita, nel pomeriggio “Le sfide del Gusto” stuzzicano il palato dei visitatori con confronti tra prodotti tipici come cotto d’oca contro cotto di Trieste oppure formaggi del Carso contro formaggi di Carnia
Il Lazio è presente nel padiglione 2 con appuntamenti per fare conoscere il suo tesoro gastronomico e culinario attraverso la cucina a cura dell’Arsial Area Promozione
Enogastronomia Tipica: il torroncino di Alvito, il pecorino di Picinisco, la salsiccia al coriandolo, i salumi da suino nero sono solo alcuni dei prodotti che il visitatore può
degustare.
Il Consorzio del Turismo di Catalunya allestisce un’Isola del Gusto, uno spazio raccolto dedicato alla degustazione di prodotti del territorio, dove apprezzare la cucina catalana e discuterla con i diretti esponenti. Sul piatto tra le altre specialità: spalla di agnello arrosto
con miele del Montsec e funghi, “trinxat” di rape nere con “botifarra” (salsiccia) fresca,
schiuma di crema catalana con mela di Sant Pere…
La Norvegia è una presenza importante all’interno del padiglione 1 con una cucina allestita dal ristorante Sørøya gestito dallo Chef Knut Erik Mauseth, che propone un menù differente
per ogni giorno del Salone, dando spazio alle materie prime e ai metodi di produzione dei rispettivi artigiani. Il menù propone piatti locali come la carne di renna con composta di cipolla, piselli essiccati e demi-glace di selvaggina, fenalår- prosciutto di agnello stagionato o
stoccafisso alla griglia.
Bord Bia (Irish Food Bord) rinnova il consueto appuntamento di Torino e invita i visitatori del Salone del Gusto a seguire il suo percorso gastronomico e culinario nella terra d’Irlanda.
Nelle giornate della fiera sono in programma conferenze su diversi argomenti legati alla cucina e ai prodotti tipici dell’isola, come le alghe o i tagli di carne tradizionale. Pietanze di un’antica memoria culinaria che colloca al primo posto patate, carne, salmone, formaggi,
burro e verdure. Una tradizione gastronomica generosa, semplice, schietta e genuina un po’
come il popolo d’Irlanda.
L’Isola del Gusto di Adhoc Culture srl – Saltexpo offre un interessante programma di degustazioni guidate alla scoperta dei sali di tutto il mondo e il loro utilizzo in cucina.
E il percorso continua con le cucine della Campania, dell’Emilia Romagna, della Liguria, della Toscana, del Veneto, dell’Umbria, della Valle d’Aosta e dell’Alto Adige.

Padiglione esterno

Il percorso che unisce le due manifestazioni
Il corridoio che collega Lingotto Fiere e Oval non è un semplice punto di collegamento fra Salone del Gusto e Terra Madre, ma un vero e proprio percorso dove è bello fermarsi per
scoprire i prodotti dei Mercati della Terra, oppure continuare a passeggiare con un cartoccio in mano delle specialità delle Cucine di strada, visitando gli spazi dedicati alla Provincia di Torino e ai partner che hanno collaborato alla riduzione dell’impatto ambientale dei due
eventi.

Cucine di strada

Versione autentica del fast food, quella che piace a Slow Food perché espressione della diversità culturale dei popoli e delle loro tradizioni secolari.
Dalla Sicilia la Focacceria S.Francesco (Palermo) propone panino ca’ meusa, arancini e
cannoli; dalla Liguria arriva la focaccia di Recco; a cura della condotta Slow Food di Cesena
la tradizionale piadina romagnola, mentre la condotta di Alberobello (Ba) presenta le famose bombette e la condotta della riviera del Brenta il cartoccio di calamari fritti, classico “cicheto”
veneziano. Infine la comunità di Terra Madre dei trippai fiorentini propone il toscanissimo panino col lampredotto. Ma non è tutto, l’universo del cibo di strada varca i confini italiani con un salto verso l’Oriente: dal Kurdistan iracheno falafel e shoarma e dalla Cina spiedini di pesce e di carne.

Mercati della Terra

Il nuovo, ambizioso progetto di Slow Food lanciato proprio quest’anno è la creazione di una rete di mercati locali dove produttori agricoli e artigiani possono direttamente vendere al consumatore le loro produzioni, realizzando in un unico contesto i principi del cibo buono, pulito e giusto. I consumatori trovano bevande e cibi sani, sicuri e con un’origine chiara, avendo la possibilità di conoscere i produttori e chiedere loro informazioni sui prodotti
acquistati; i produttori si assumono direttamente la responsabilità di ciò che vendono e possono raccontare direttamente le caratteristiche degli alimenti e il lavoro che determina la
loro qualità. Nei Mercati della Terra i prezzi sono equi, trasparenti e motivati: ripagano la fatica di chi lavora e le materie prime necessarie per ottenere un prodotto di qualità, con beneficio di chi acquista senza costi di intermediazione. Nel Padiglione esterno si ha la
possibilità unica di vedere riuniti in un unico spazio i prodotti e i contadini di questi mercati.

Attualmente sono attivi i Mercati della Terra di:
Bamako (Mali), Saida (Libano), Tel Aviv (Israele), Montevarchi (Ar – Toscana), San Daniele (Ud – Friuli Venezia Giulia), Cairo Montenotte (Sv – Liguria)
Mentre presentano in anteprima al Salone le loro produzioni in vista dell’avviamento delMercato della Terra locale i produttori italiani di:
Bologna (Emilia Romagna), Caltanissetta (Sicilia), Capannori (Lu – Toscana), Cisternino (Br –
Puglia), Fabriano (An – Marche), Ferentino (Fr – Lazio), Gavi (Al – Piemonte), Milano (Lombardia), Pistoia (Toscana), San Miniato (Pi – Toscana), Terni (Umbria), Umbertide (Pg –
Umbria) e Villa Lagarina (Tn – Trentino Alto Adige).

Paniere dei Prodotti Tipici

Stand Camera di commercio di Torino – Stand Provincia di Torino
Proteggere le diversità culturali anche attraverso i loro sapori è l’obiettivo del Paniere dei
Prodotti Tipici. Nei suoi sette anni di vita, appena festeggiati, l’iniziativa della Provincia di
Torino ha promosso con successo il territorio, riportando alla luce fino a oggi trenta specialità del ricco e poco esplorato repertorio di tradizioni enogastronomiche locali
(www.provincia.torino.it).
Questi prodotti sono esposti negli spazi della Provincia assieme a
vini provenienti dal territorio torinese.
Inoltre, nello stand della Camera di commercio le eccellenze del Paniere e dei Maestri del Gusto vengono presentate direttamente dai
produttori con un’interessante degustazione guidata attraverso un viaggio virtuale nei territori che dànno origine ai prodotti.
Dall’8 novembre 2008 all’11 ottobre 2009, ogni seconda domenica del mese, in concomitanza con i mercati dei produttori promossi da Eataly, la Provincia di Torino, l’Atl Turismo e la
Camera di commercio di Torino, proporranno gite di una giornata, con partenza da Eataly, per visitare i luoghi di produzione del Paniere.
Partner per un evento a ridotto impatto ambientale
L’obiettivo del progetto Eventi a ridotto impatto ambientale, inserito nel programma di Torino 2008 World Design Capital, è la progressiva riduzione dell’impatto ambientale di Salone del Gusto e Terra Madre attraverso scenari sostenibili di consumo e gestione degli scarti. Slow
Food, Regione Piemonte, Città di Torino insieme a Disegno Industriale – Politecnico di Torino, in collaborazione con la Fondazione Zeri si sono impegnati in questo progetto con l’importante supporto di altri partner. Alcuni di questi hanno un loro spazio dedicato nell’area del Padiglione esterno: ReAcademy, Food Design, Consorzio nazionale acciaio,
AzzeroCO2, Marco Polo.

Comunicati stampa Slowfood