Serge Latouche in Italia per ritirare il Premio Artusi 2009

Il professore francese, teorico della “decrescita”,
sarà a Casa Artusi a Forlimpopoli (FC) domenica 11 ottobre, e parteciperà ad un incontro aperto al pubblico dal titolo
“La decrescita serena: cambiare stile di vita è possibile”

“Siamo ancora in tempo per immaginare una società di decrescita”: questo l’augurio di Serge Latouche, economista e filosofo francese, teorico della “decrescita serena”, che sarà accolto domenica 11 ottobre a Forlimpopoli (FC) a Casa Artusi per ritirare il Premio Artusi 2009, a lui assegnato per il contributo alla riflessione tra agricoltura e alimentazione e “per la forza, l’attualità della riflessione e la coerenza di vita”.
Il Premio Artusi, attribuito ogni anno dal Comune di Forlimpopoli – città natale di Pellegrino Artusi, il celebre autore de La Scienza in cucina e l’arte di mangiare bene – è stato assegnato negli anni passati a nomi del calibro di Muhammad Yunus, poi premio Nobel per la Pace 2006, Vandana Shiva, Eduardo Galeano, Wendell Berry.

Sarà un’occasione importante per incontrare Latouche dal vivo e ascoltare le sue riflessioni, che in questo periodo si stanno rivelando profondamente attuali: come afferma Latouche, “più che di decrescita sarebbe più esatto parlare di a-crescita, così come si parla di ateismo, si tratta proprio dell’abbandono d’una fede, di una religione, quella dell’economia senza regole, del progresso e dello sviluppo sfrenato”.

Il Premio sarà conferito nel corso di un incontro dal titolo “La decrescita serena: cambiare stile di vita è possibile”, in programma alle ore 17 a Casa Artusi, a cui interverranno: Lino Zanichelli, Assessore all’ambiente e sviluppo sostenibile della Regione Emilia-Romagna, Paolo Zurla, Presidente del Polo Scientifico-didattico di Forlì dell’Università di Bologna, Paolo Zoffoli, Sindaco di Forlimpoli, Laila Tentoni, Vice Presidente di Casa Artusi, Mauro Grandini, Assessore alla Cultura del Comune di Forlimpopoli (per info: tel. 0543.749234/6, 0543.743138 www.pellegrinoartusi.it , www.casartusi.it ).

Decrescita sì, ma serena
L’incontro con Latouche si pone in continuità con le riflessioni portate avanti negli ultimi anni a Forlimpopoli, a Casa Artusi, che si conferma punto di riferimento per il dibattito su cibo e dintorni a livello nazionale. Se con la presenza di Wendell Berry, vincitore del Premio Artusi 2008, nel febbraio scorso, l’attenzione era puntata sui farmer markets e su un rapporto più diretto tra consumatore e contadini, con Latouche il dibattito si allarga all’intero sistema economico. Il pensiero di Latouche riveste la forma di una critica radicale allo sviluppo, alla società dell’iperconsumo e alla crescita economica infinita, la quale non tiene conto di dati oggettivi e oggi più che mai emergenti: la finitezza della biosfera e delle risorse naturali, e l’importanza del rispetto dell’ambiente. La proposta della “decrescita” valorizza il necessario cambiamento degli stili di vita, tanto più ora necessaria di fronte ad una forte crisi ambientale, climatica e finanziaria.
“Siamo ancora in tempo per immaginare una ‘società di decrescita’: ridurre il saccheggio della biosfera non può che condurci ad un migliore modo di vivere – scrive Latouche. – Il progetto di decrescita non vuole dire ‘riportare la società al Medioevo’, è una critica moderna della modernità, per liberarsi dalla dittatura dei mercati finanziari e della tecnoscienza. Il progetto politico della decrescita è recuperare la nostra autonomia, riaprire la storia umana per ridare all'uomo la possibilità di scegliere il suo futuro e di scegliere un futuro sostenibile” La decrescita si accompagna, nel pensiero di Latouche, all’aggettivo “serena”: si tratta infatti di una scelta che porta gioia all’uomo, e non sacrificio e sofferenza: “invertire la corsa ai consumi è la cosa più allegra che ci sia”, sostiene Latouche. E’ con gioia, quindi, che vanno affrontati la riduzione dei consumi superflui, proposti corretti stili di vita rispettosi dell’ambiente, con meno merci viaggianti, più beni a filiera corta e il riciclo integrato dei rifiuti.

Scheda Serge Latouche, il Professore della Decrescita:

Serge Latouche, economista e sociologo francese, nato nel 1940 a Vannes, già professore di Scienze economiche all'Università di Parigi e all'Institut d'études du devoloppement économique et social (IEDS) di Parigi, è forse il più conosciuto sostenitore della “Decrescita”: “Decrescita non è crescita negativa, sarebbe più esatto parlare di a-crescita, così come si parla di ateismo, si tratta proprio dell’abbandono d’una fede, di una religione, quella dell’economia senza regole, del progresso e dello sviluppo sfrenato”.
Dopo anni di insegnamento negli anni ‘60 in Africa e in Asia, e una tesi di dottorato sul processo globale di impoverimento, Latouche ha continuato ad approfondire il tema dei rapporti economici e culturali tra Nord e Sud del mondo, elaborando una complessa alternativa allo sviluppo dell’economia occidentale che lo ha fatto diventare punto di riferimento per intellettuali e studiosi a livello internazionale. Dal 2002, Latouche si è consacrato allo studio della “decrescita”, parola che lui preferisce al concetto di “sviluppo sostenibile” diffuso negli ultimi anni. Il pensiero di Latouche riveste la forma di una critica radicale allo sviluppo, alla società dell’iperconsumo e alla crescita economica infinita, la quale non tiene conto di dati oggettivi e oggi più che mai emergenti: la finitezza della biosfera e delle risorse naturali, e l’importanza del rispetto dell’ambiente. Solo l’innovazione politica e l’autonomia dell’economia fondante su un ritorno al locale come spazio di auto-organizzazione e di democrazia ecologica consente reali condizioni di benessere. La proposta della “decrescita” valorizza il necessario cambiamento degli stili di vita, tanto più ora necessaria di fronte ad una forte crisi ambientale, climatica e finanziaria.
“Siamo ancora in tempo per immaginare una ‘società di decrescita’: ridurre il saccheggio della biosfera non può che condurci ad un migliore modo di vivere – scrive Latouche. – Il progetto di decrescita non vuole dire ‘riportare la società al Medioevo’, è una critica moderna della modernità, per liberarsi dalla dittatura dei mercati finanziari e della tecnoscienza. Il progetto politico della decrescita è recuperare la nostra autonomia, riaprire la storia umana per ridare all'uomo la possibilità di scegliere il suo futuro e di scegliere un futuro sostenibile.” La decrescita si accompagna, nel pensiero di Latouche, all’aggettivo “serena”: si tratta infatti di una scelta che porta gioia all’uomo, e non sacrificio e sofferenza: “invertire la corsa ai consumi è la cosa più allegra che ci sia”, sostiene Latouche. E’ con gioia, quindi, che vanno affrontati la riduzione dei consumi superflui, proposti corretti stili di vita rispettosi dell’ambiente, con meno merci viaggianti, più beni a filiera corta e il riciclo integrato dei rifiuti, concetti su cui la Città di Forlimpopoli, nell’ambito gaudente della Festa Artusiana, ha sempre riflettuto con continui approfondimenti e analisi. Tra gli ultimi libri di Latouche pubblicati in Italia, La scommessa della decrescita (Feltrinelli, 2007), Come sopravvivere allo sviluppo (Bollati Boringhieri, 2005, con cui ha pubblicato anche Il ritorno dell’etnocentrismo e Giustizia senza limiti nel 2003), Il pensiero creativo contro l’economia dell’assurdo (EMI 2002).

Motivazioni
Sulla linea di pensiero che ha portato a premiare nel 2008 Wendell Berry, poeta e contadino, autore del manifesto “mangiare è un atto agricolo”, il testimone passa ora idealmente al Prof. Serge Latouche, al quale viene assegnato il Premio Artusi 2009 per la forza e l’attualità della riflessione e la coerenza di vita nel rispetto dello slogan “vivere con meno è facile, persino divertente”. Il Premio verrà consegnato in occasione di un evento organizzato appositamente per approfondire queste tematiche, a Forlimpopoli, domenica 11 ottobre 2009, un’occasione per incontrarlo dal vivo e ascoltare le sue riflessioni.

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