Prosegue l'iter per la Dop al ''carciofo spinoso di Sardegna''

Nuovo importante passo avanti verso il riconoscimento della Denominazione di origine protetta per il Carciofo spinoso di Sardegna Dop. Questa mattina nel centro congressi di Santa Cristina, a Paulilatino, si è tenuta la riunione di pubblico accertamento sulla proposta di disciplinare di produzione, utile per ricevere osservazioni e orientamenti della filiera dopo il parere favorevole dell´Assessorato regionale dell´Agricoltura. All´incontro, promosso dall´Assessorato, erano presenti i funzionari del ministero delle Politiche agricole, le organizzazioni di categoria, i rappresentanti del Consorzio di tutela oltre che un centinaio di produttori di carciofi provenienti da tutta l´Isola. Roberto Varese, del ministero, ha messo in evidenza l´intenso lavoro svolto dalla Regione per ottenere il riconoscimento del marchio Dop e lo sforzo verso la certificazione di qualità delle produzioni più distintive e specifiche dell´Isola. Durante la riunione è stato letto e discusso il disciplinare di produzione, le regole cioè alle quali gli operatori dovranno attenersi per poter marchiare con il marchio Dop il loro prodotto. Il prossimo passaggio sarà la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della proposta di disciplinare e della scheda riepilogativa. Nei successivi 30 giorni potranno essere inviate osservazioni, poi il ministero notificherà alla Commissione europea la richiesta di registrazione e la relativa documentazione. Nel frattempo, per la Dop del Carciofo spinoso potrà essere chiesta la protezione transitoria, che consentirà l´utilizzo del marchio a livello nazionale in attesa di conoscere l´esito dell´istruttoria comunitaria. Il Carciofo spinoso di Sardegna Dop si distingue non solo per il suo aspetto estetico ma anche per le proprietà organolettiche, quali il suo sapore gradevole e la tenerezza della polpa, che ne favoriscono il consumo da crudo. In diverse zone dell´Isola trova il suo habitat ideale: tra le zone vocate, il Basso Sulcis, il Medio Campidano, il Campidano di Cagliari e Oristano, la Marmilla, la Baronia, l´Ogliastra, la piana del Coghinas e l´Ittirese. Oltre all´Assessorato, un ruolo decisivo per l´ottenimento del marchio di qualità lo ha svolto il Consorzio di tutela per la Dop del Carciofo spinoso di Sardegna, che oggi rappresenta circa il 23 per cento della produzione regionale per una superficie di oltre 1. 700 ettari coltivati. "Quello di oggi è un altro passo in avanti verso il riconoscimento della Dop per uno dei nostri prodotti orticoli più caratteristici e apprezzati – ha sottolineato Pietro Tandeddu, capo di gabinetto dell´Assessorato dell´Agricoltura – e la massiccia partecipazione dei produttori a questo incontro è la testimonianza dell´interesse verso una filiera che può avere un ruolo importante nello sviluppo del comparto agricolo isolano. L´assessorato considera il marchio Dop per il Carciofo spinoso un risultato di grande rilevanza, che si inserisce nelle politiche e nelle strategie sui prodotti di qualità messe in campo dall´insediamento di questa giunta. In un mercato sempre più concorrenziale, la Sardegna può distinguersi solo con la qualità e la specificità territoriale delle sue produzioni: il carciofo spinoso risponde a questi requisiti, a patto che ci sia nel contempo un´accelerazione nei processi di aggregazione dell´offerta, di cui le Organizzazioni produttori si rivelano lo strumento più efficace. Solo così i produttori potranno fare massa critica e conquistare nuovi spazi di mercato".

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