Progetto Ue per valorizzare i monasteri

La valorizzazione dei monasteri puo' contribuire ad una ulteriore promozione del territorio ed a migliorare l'offerta turistica: e' questo l'obiettivo del progetto "Interreg III C east MO.NO.PI", al quale partecipa anche la Regione Umbria.
"Per la regione il progetto europeo sulla valorizzazione dei monasteri e' di grande interesse, – ha affermato l'assessore umbro alla cultura, Silvano Rometti – visto che nel territorio e' ancora vivissima la tradizione della ospitalita' dei pellegrini all'interno di strutture conservate in modo esemplare sotto il profilo architettonico e storico artistico".
Il Piano urbanistico territoriale ha individuato circa 300 monasteri benedettini esistiti nella regione con tracce sull'organizzazione territoriale e fonti letterarie.
Rometti ha anche sottolineato che il progetto "MO.NO.PI" ha puntato alla conoscenza e alla valorizzazione di alcuni tra i piu' importanti insediamenti religiosi esistenti nel territorio regionale, concentrando l'attenzione sull'integrazione tra questi e le risorse naturalistiche, storiche e culturali proprie dell'Umbria.
In particolare sono stati scelti tre esempi di monasteri presenti sul territorio – San Eutizio di Preci, San Feliciano di Giano, San Cassiano di Narni – messi a confronto con insediamenti religiosi di altri Paesi. In seguito allo studio e' stata realizzata anche una guida che analizza le tre strutture e l'ambiente in cui sono insediate. "Il contributo che l'Umbria puo' fornire al progetto – ha aggiunto l'assessore – nasce dalla constatazione del ruolo di primo piano che gli insediamenti religiosi hanno avuto sin dal Medioevo nello scambio di esperienze culturalmente diverse, ma unite nel comune spirito dell'ospitalita'. E' questa apertura verso l'esterno – ha concluso – uno degli elementi qualificanti del dialogo tra i popoli che oggi ci appare come una esigenza primaria per la convivenza nel mondo." Rometti ha evidenziato che l'aspetto religioso in Umbria ha rappresentato sempre una ricchezza primaria in grado di produrne di nuova con il richiamo dei devoti e dei pellegrini. "Oggi come in passato l'Umbria mantiene intatto questo suo fascino che la trasforma in un polo attrattivo per il turismo religioso e culturale".

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