Primo riconoscimento alla ''Ricotta di bufala campana Dop''

E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 30 marzo 2006, n. 75, la proposta di disciplinare di produzione della denominazione “Ricotta di bufala campana”, presentata, ai sensi del regolamento comunitario 2081/92, dall’omonimo Comitato promotore.
Viene così a completarsi l’istruttoria nazionale, curata dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, prima che sul definitivo riconoscimento della proposta si esprimano i competenti uffici tecnici della Commissione Europea.
L’iter procedurale prevede ora un lasso di tempo di 30 giorni dalla pubblicazione per eventuali osservazioni o contestazioni su base nazionale. Trascorsi i quali il Ministero, con proprio decreto, potrà autorizzare la protezione transitoria nazionale che consentirà alle imprese produttrici di certificare il prodotto con la denominazione registrata.
La DOP della Ricotta di Bufala Campana è stata richiesta da un nutrito gruppo di caseifici e allevatori già produttori della Mozzarella di bufala e fortemente determinati a far registrare anche questa denominazione in relazione al crescente interesse da parte dei consumatori verso tale prodotto. L’area di produzione è coincidente con la zona di produzione della DOP della Mozzarella.
Nel frattempo il Ministero sta per terminare l’istruttoria anche per il terzo prodotto della filiera bufalina, e cioè la proposta di riconoscimento della denominazione Carne di Bufalo Campana.
Per ottenere il marchio comunitario i caseifici dovranno utilizzare esclusivamente il siero dolce proveniente dalla lavorazione della mozzarella di bufala campana Dop.
Il siero, poi, dovrà essere trasformato entro le 24 ore dalla sua estrazione. E’ ammessa l’aggiunta di latte di bufala durante la trasformazione del siero in ricotta, purché proveniente dall’area Dop.
Il confezionamento in area di produzione sarà obbligatorio.
La Ricotta di Bufala Campana va ad aggiungersi ad altre denominazioni campane proposte ai sensi del Reg. 2081/92 e che hanno già superato le istruttorie nazionali e comunitarie.
Ad oggi, sono 14 i marchi IGP/DOP riconosciuti dalla UE e 9 quelli che hanno ottenuto per ora la protezione transitoria nazionale e in via di registrazione a Bruxelles, mentre altri 17 prodotti della Regione Campania sono in fase di istruttoria ministeriale.