Pomodorino del piennolo del Vesuvio

Il "Pomodorino del Piennolo del Vesuvio" è una delle tipicità più note e ricercate della Campania. La proposta di riconoscimento della Denominazione di origine protetta (Dop) "Pomodorino del Piennolo del Vesuvio" è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale numero 1 del 2 gennaio 2006, a pagina 57.
Questi pomodorini, così chiamati per via della tradizionale tecnica di appenderli uniti a grandi grappoli per conservarli fino all'inverno, sono prodotti in piccoli appezzamenti nell'area del Parco nazionale del Vesuvio, dove crescono sui terreni più impervi delle pendici vesuviane, tra i 150 e i 450 metri sul livello del mare, caratteristica che ne determina le particolari caratteristiche organolettiche.
La zona di produzione -continua ancora la nota – comprende numerosi comuni della provincia di Napoli, tra i quali Boscotrecase, Boscoreale, Ercolano, Ottaviano, Portici, Sant'Anastasia, San Giorgio a Cremano, San Giuseppe Vesuviano, Somma Vesuviana, Terzino, Torre Annunziata, Torre del Greco e Trecase.
Le prime, dettagliate testimonianze della coltivazione e dell'uso del " pomodorino del piennolo del Vesuvio" nel comprensorio vesuviano risalgono alla fine dell'Ottocento inizi del Novecento, periodo in cui la coltivazione di questo tipo di pomodoro ebbe un notevole sviluppo grazie soprattutto alle ridotte esigenze colturali che richiedeva e alla sua 'idoneità alla lunga conservazione nei mesi invernali, resa possibile dalla consistenza della buccia, dalla forza d'attaccatura al peduncolo e dall'alto contenuto in solidi solubili.
Pomodorino del piennolo del Vesuvio