Pesce e noci vanno d'intesa con la salute

Siamo quello che mangiamo? Forse non esattamente, ma la ricerca scientifica ha ampiamente dimostrato che ciò che mangiamo ha un’influenza sia positiva sia negativa sulla nostra salute. Alcuni alimenti sembrano avere un ruolo protettivo rispetto ad alcune malattie, mentre altri concorrono ad aumentare il rischio di andare incontro a disturbi o malanni.
Sono immancabilmente protagonisti di notizie positive gli acidi grassi Omega-3, sui cui effetti benefici hanno indagato moltissimi studi in anni recenti. Le ultime due ricerche che li riguardano sono state da poco presentate. In un caso si è valutato il ruolo protettivo dei grassi “buoni” contenuti nelle noci sul tumore al seno, nell’altro si è confermato il legame tra un consumo regolare di pesce grasso, ricco anche di Omega-3, e un rischio ridotto di insufficienza cardiaca negli uomini. Ma andiamo con ordine.

Al 100° meeting annuale dell’American Association for Cancer Research, appena concluso a Denver, in Colorado, è stato presentato uno studio che suggerisce che il consumo di noci potrebbe fornire all’organismo acidi grassi essenziali Omega-3, antiossidanti e fitosteroli che riducono il rischio di contrarre il cancro al seno. Nonostante lo studio che dimostra questa correlazione positiva sia stato svolto su animali di laboratorio, si ritiene che i risultati debbano incoraggiare anche noi umani a mangiare più noci, che a livello nutrizionale rappresentano uno spuntino di qualità migliore rispetto a una manciata di biscotti o di un sacchetto di patatine. Elaine Harman, professore associato di medicina della Marshall University, in West Virginia, e i suoi colleghi hanno studiato topi nutriti con l’equivalente per l’uomo di quasi 60 grammi di noci al giorno a confronto con topi che seguivano una dieta di controllo. E’ risultato che il consumo di noci diminuisce significativamente l’incidenza del tumore al seno, il numero di ghiandole con tumore e le dimensioni del tumore.
“Questi topi da laboratorio hanno in genere un’incidenza di tumore al 100 per cento a cinque mesi; il consumo di noci ne ha ritardato l’insorgenza di almeno tre settimane”, ha dichiarato Hardman.
L’analisi molecolare ha mostrato che un maggior consumo di acidi grassi Omega-3 ha contribuito al declino dell’incidenza del tumore, ma anche altre componenti della noce hanno dato il loro contributo. “Intervenendo sulla dieta”, spiega Hardman, “si vedono all’opera molteplici meccanismi. E’ chiaro che le noci contribuiscono a una dieta sana che può ridurre il cancro al seno”.

Dei preziosi acidi grassi Omega-3 abbondano anche alcuni tipi di pesce, come il salmone, il pesce spada, lo sgombro, il tonno, la trota. Consumandone anche solo una porzione a settimana è possibile ridurre il rischio di insufficienza cardiaca negli uomini. Lo sostiene uno studio dei ricercatori del Beth Israel Deaconess Medical Center, pubblicato online sullo European Heart Journal. Si tratta di uno degli studi più ampi che abbiano mai investigato questa correlazione.
“Ricerche precedenti hanno dimostrato che gli acidi grassi e gli acidi grassi Omega-3 aiutano a combattere i fattori di rischio per diverse malattie cardiache, per esempio abbassando i trigliceridi (grassi nel sangue), riducendo la pressione sanguigna, il battito e la variabilità del battito cardiaco”, spiega Emily Levitan, tra gli autori dello studio. “Questo può spiegare l’associazione con un ridotto rischio di insufficienza cardiaca emerso dalla nostra ricerca”.

Quando il cuore non riesce più a pompare abbastanza sangue per soddisfare le esigenze del corpo, si parla di insufficienza cardiaca, una condizione potenzialmente mortale causata di solito da problemi cardiaci preesistenti come la pressione alta e aterosclerosi coronarica. Tra i sintomi di insufficienza cardiaca ci sono stanchezza e debolezza, difficoltà a camminare, battito cardiaco irregolare o accelerato, tosse persistente o respiro affannoso.

I ricercatori hanno seguito quasi 40.000 svedesi maschi di età compresa tra i 45 e i 79 anni tra il 1998 e il 2004. Hanno annotato nel dettaglio la dieta seguita dagli uomini e seguito l’andamento della loro salute grazie ai registri ospedalieri svedesi. Durante il periodo considerato 597 uomini, senza precedenti di malattie cardiache o diabete, hanno sviluppato un’insufficienza cardiaca. Trentaquattro sono morti. Dall’analisi dei dati è risultato che gli uomini che mangiavano pesce grasso una volta alla settimana avevano il 12 per cento di possibilità in meno di sviluppare l’insufficienza cardiaca rispetto a chi non mangiava pesce grasso. Una correlazione ancora più significativa i ricercatori l’hanno scoperta con gli acidi grassi Omega-3: chi ne consumava circa 0,36 grammi al giorno aveva il 33 per cento di possibilità in meno di sviluppare l’insufficienza cardiaca rispetto a chi ne consumava pochi o per niente. Ma attenzione, la correlazione positiva scompariva aumentando significativamente le dosi: in chi consumava più di 0,46 grammi di Omega-3 al giorno la probabilità di sviluppare insufficienza cardiaca tornava a livelli di chi non ne consumava affatto. Lo studio quindi conferma la validità dell’invito a un consumo moderato di pesce grasso: l’American Heart Association consiglia di mangiarlo due volte a settimana.