Per uno stile di vita corretto

Luigi Rossi di Montelera, Presidente di Federalimentare, raccoglie la sfida lanciata dall'OMS per la diffusione di stili di vita corretti ed afferma in un comunicato: «Il largo consenso registrato in questi giorni intorno alla discussione della Strategia globale su dieta, attività fisica e salute conferma l’esigenza di un’azione comune tra Istituzioni e Industria nella diffusione di stili di vita corretti.
Federalimntare valuta infatti positivamente che la Strategia dell’Oms consideri lo sviluppo dell’attività fisica e del movimento come componenti essenziali per stili di vita corretti e riconosca il contributo positivo che l’Industria alimentare può dare in questo ambito a fianco delle istituzioni».
Il documento dell’OMS è stato presentato in questi giorni a Ginevra nel corso dell’Assemblea dell’Organizzazione mondiale della sanità.
«Suscita invece fortissime perplessità», prosegue Rossi di Montelera, «l’ipotesi di introdurre politiche fiscali per disincentivare l’uso di alcuni prodotti e per favorirne altri: non esistono cibi buoni o cibi cattivi, ma solo diete corrette o scorrette. Si tratta quindi di una indicazione assolutamente parziale, che può provocare conseguenze negative per le fasce sociali più deboli o disagiate, per l’inevitabile aumento dei prezzi dei prodotti che venissero così penalizzati; si tratta peraltro di una impostazione che si è già rivelata inefficace nei Paesi che l’hanno adottata, ad esempio per quanto riguarda le bevande alcoliche". Federalimentare esprime quindi apprezzamento per la posizione del Governo Italiano che in una nota inviata all’OMS a commento della Strategia aveva esplicitamente chiesto la soppressione dei riferimenti alle politiche fiscali. Posizione che anche il Ministro della Salute, Girolamo Sirchia, in occasione dell’Assemblea di Federalimentare del 6 maggio a Parma, ha sottolineato manifestando dubbi sulla proposta di introduzione di una tassa antigrasso e sostenendo espressamente che “i problemi di salute derivanti da stili di vita non equilibrati si prevengono e si curano attraverso campagne di educazione dei cittadini, incentivando diete corrette ed attività fisica quotidiana, e non con l’introduzione di nuove tasse.
L’Industria alimentare italiana riconosce l’entità del problema, che secondo i dati diffusi dall’Istituto superiore e dall’Istat riguarda 16 milioni di italiani coinvolgendo anche i bambini: sono circa il 4% dei bambini ad essere obesi e il 20% in sovrappeso. Per questo Federalimentare, anche in occasione della sua Assemblea del 6 maggio, ha deciso di proseguire e rafforzare le proprie iniziative con cinque specifici obiettivi:
1. Promuovere il modello alimentare italiano, con le sue positive valenze qualitative, tecnologiche, culturali, storiche, nutrizionali, territoriali;
2. Potenziare l’autodisciplina nell’informazione e nella pubblicità, soprattutto per quelle indirizzate ai soggetti più vulnerabili;
3. Migliorare costantemente l’informazione sulle caratteristiche nutrizionali dei prodotti e incoraggiarne la diffusione volontaria;
4. Informare e formare gli operatori del settore sugli aspetti nutrizionali;
5. Fare proprie le esperienze più significative realizzate in Italia e nel mondo in materia di prevenzione dell’obesità, estendendo in primo luogo la collaborazione avviata con le Istituzioni pubbliche nazionali e locali, con i Centri di Ricerca e con le Agenzie educative.
Sulla base di questi principi Federalimentare ha già intrapreso alcune iniziative: un accordo con il Ministero della Salute per giungere tra l’altro alla elaborazione di un Manifesto per un progetto condiviso di prevenzione dell’obesità e del diabete; il Progetto per la scuola: stili di vita, corretta alimentazione ed attività fisica con il Ministero dell’Istruzione, della Ricerca e dell’Università; la collaborazione con l’Istituto Nazionale per la Ricerca sugli Alimenti e la Nutrizione per una corretta informazione al consumatore ed un potenziamento della ricerca nutrizionale.