''Parmesan'', un nome che non deve trarre in inganno i consumatori

Dal 4 luglio scorso e sino al giorno 9, Roma ospita i lavori della sessione plenaria della Commissione del Codex Alimentarius, l'organismo tecnico della OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e della FAO, che ha il compito di definire le norme orizzontali per assicurare la protezione e la salute dei consumatori nel commercio internazionale dei prodotti alimentari.
I delegati dei vari Paesi sono chiamati ad affrontare, tra l'altro, anche la proposta, avanzata dagli Usa, di ottenere una norma "Parmesan" per i formaggi generici grattugiati che nulla hanno a che vedere con il Parmigiano-Reggiano.
L'Italia, l'Unione Europea e i Paesi accomunati dalla difesa della tutela delle Indicazioni Geografiche si oppongono a questa proposta; infatti la questione "Parmesan" all'interno del Codex rappresenta una battaglia di principio, in quanto una norma con questo nome, protetto come indicazione geografica da diritti di proprietà intellettuale nei Paesi UE, porterebbe ad una situazione legale insostenibile per le divergenze che si verrebbero a creare nel commercio internazionale. Col pretesto del "Parmesan", l'attacco alle indicazioni geografiche potrebbe portare a richiedere norme anche per prodotti tradizionali quali il caffè di Colombia, il riso Basmati, il tè Tanjani dell'India. Anche le marche commerciali tuttavia in quest'ottica potrebbero essere a rischio.
Oltre al danno economico, è quindi in gioco la salvaguardia di un principio, quello della tutela delle Indicazioni Geografiche da imitazioni, che espropriano i produttori del marchio e ingannano i consumatori. Questo accomuna tutti i Paesi in quanto le Indicazioni Geografiche sono un importante strumento di accesso al mercato.
Fino ad oggi la richiesta per una norma "Parmesan" è stata respinta grazie alla decisa presa di posizione del nostro Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e della Commissione Europea.
Il Consorzio del Parmigiano-Reggiano è particolarmente impegnato in tal senso grazie alla rete di relazioni internazionali con vari Paesi che hanno interesse a difendere le Indicazioni Geografiche.
L'obiettivo da raggiungere è un'archiviazione definitiva da parte della Commissione del Codex Alimentarius della proposta di utlizzo del termine Parmesan, per riprendere invece la norma già esistente "Hard Grated Cheese", che assicurerebbe il rispetto dei diritti di tutti i produttori e consumatori e il principio di tutela dei prodotti del territorio e delle culture alimentari dei popoli.
Sulla riunione del Codex sono puntati gli occhi di numerose associazioni che evidenziano il rischio di perdita della sovranità nazionale sui temi dell'alimentazione: una materia di fondamentale importanza, che richiede norme condivise da tutti.

“L’Italia ha preso la decisione di intervenire a fianco dalla Commissione Europea nel procedimento avviato nei confronti della Germania sulla questione del Parmesan.”
E’ quanto ha affermato il ministro delle Politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno, dopo una riunione svoltasi il 30 giugno scorso al ministero degli Affari esteri.
“Il giudizio intrapreso a marzo dalla Commissione contro la contraffazione del Parmigiano Reggiano – ha spiegato Alemanno – è importante per i nostri produttori perché è necessario contrastare con la massima decisione l’impiego illecito delle denominazioni di origine protetta.”
“La presa di posizione della Commisione europea e ora, l’intervento italiano nel giudizio – ha concluso il ministro – forniscono elementi ulteriori a sostegno della politica da sempre perseguita dal Mipaf, tesa alla tutela dei prodotti agroalimentari di qualità e alla salvaguardia del consumatore".

Cos'è il "Codex Alimentarius"

Il Codex Alimentarius è insieme di regole e di normative create dalla "Codex Alimentarius Commission", una commissione istituita nel 1962 dalla FAO e dall’OMS e finalizzata alla regolamentazione del commercio dei prodotti alimentari e all'istituzione e al riconoscimento di standard di qualità riguardanti i processi di produzione, i livelli di sostanze contaminanti e additivi tollerati, l'etichettatura e il trasporto degli alimenti.