Parma mette in Mostra la tavola nell'anno Mille

La storia culinaria di Parma affonda le sue radici nel lontano Medioevo e lo stesso Salimbene De Adam (1221 – 1291 circa) nella sua ‘Cronica’ narra di splendide cene e ghiotte pietanze: paste ripiene, salumi e Parmigiano Reggiano trionfavano già nei banchetti dei potenti nella Parma del XIII secolo. Lungo il percorso espositivo della mostra “Vivere il Medioevo. Parma al tempo della Cattedrale”, allestita all’interno dello storico Palazzo della Pilotta (Voltoni del Guazzatoio) fino al 14 gennaio 2007, è possibile conoscere i cibi che ogni giorno imbandivano le tavole intorno all’Anno Mille. Si rimane incantati davanti alle vetrinette con orzo e noci carbonizzate dell’XI secolo e si osserva, con un brivido, come boccali, bicchieri e ciotole non sono poi così diverse da quelle che utilizziamo oggi. Orzo, fave, frumento, frutta e vite erano alcuni degli alimenti più diffusi. Cereali e legumi venivamo utilizzati per cucinare nutrienti zuppe e minestre o come sfarinati per pane e focacce. Le carni pregiate di maiale e di cinghiale erano assai apprezzate dalla nobiltà guerriera, mentre nelle campagne bovini e ovini venivano macellati solo alla fine del ciclo lavorativo e le loro carni lessate, arrostite o stufate. L’orzo è stato senza dubbio per lunghissimo tempo il cereale più abbondante ed economico, l’alimento principale per i poveri, i soldati, i servi e gli schiavi cucinato in minestre, focacce tostate o arrostite, e utilizzato per la produzione di una bevanda molto simile alla birra. Ma nella città ducale non c’è carestia medievale che tenga: nel 1246, anno di grande miseria, i Parmigiani, abituati ai raffinati ‘raviolos’, non rinunciarono alle tradizionali paste fresche ripiene ripiegando su farciture povere di erbe e radici, annegate in molteplici strati di pasta. L’esposizione, organizzata dal Comune di Parma in collaborazione con la Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico di Parma e Piacenza e con il sostegno di Fondazione Cariparma, Aon, Axa Art, Ascom e Enìa, racconta a 360 gradi la vita nella Parma medievale tra architettura, arte, musica e scorci di vita quotidiana.
Per informazioni su “Vivere il Medioevo. Parma al tempo della Cattedrale”: IAT (Informazioni Accoglienza Turistica),
tel. 0521. 218589.