Parlamento europeo e riforma Pac

Il voto a maggioranza della Commissione agricoltura introduce più flessibilità rispetto alla proposta di Ciolos: greening più morbido e la possibilità di mantenere valori diversi tra i titoli.

La Commissione agricoltura del Parlamento europeo il 23 e 24 gennaio ha votato a maggioranza la sua posizione sulla proposta di riforma della Commissione |europea dell'ottobre 2011. Da ricordare che per la prima volta il processo decisionale della riforma della PAC si svolge in procedura di codecisione, con Parlamento e Consiglio europeo sullo stesso piano.
Ecco in sintesi, le novità salienti del Parlamento sulla riforma dei pagamenti diretti dopo il 2013.
Greening su misura per gli agricoltori. Il compromesso prevede una generale semplificazione delle tre misure ed estende la possibilità del "greening per definizione" non solo alle aziende certificate biologiche, ma anche a chi partecipa a specifici programmi agro-ambientali o schemi nazionali di certificazione ambientale.
Dalla diversificazione colturale sono escluse le aziende fino a 10 ettari di seminativo, mentre per le aziende tra i 10 e 30 ettari saranno previste due colture (rapporto minimo 80% – 20%) e almeno tre colture per le aziende superiori ai 30 ettari.
Interessante la deroga al greening per le aziende fino a 50 ettari, che hanno più del 75% della superficie utilizzata a pascolo permanente, foraggere o riso. Riguardo l'obbligo di mantenere il pascolo permanente, la norma é stata resa più flessibile proponendo una regola simile all'attuale condizionalità.
Da ultimo, con riferimento alle aree ecologiche, il Parlamento Europeo propone di ridurre la loro percentuale dal 7% al 3% nel primo anno di applicazione e poi portarla al 5% dal 2016. In analogia con la diversificazione colturale, sono esentate le aziende con meno di 10 ettari di seminativo e sono escluse dall'applicazione le colture permanenti come gli oliveti, i vigneti ed i frutteti in generale. Sono altresì considerate area ecologica anche le colture miglioratrici come proteiche e leguminose.
Convergenza tra gli stati membri. Rispetto a quanto indicato dalla Commissione Europea, si propone di incrementare i pagamenti diretti di ciascuno Stato membro ad almeno il 65% della media europea, aumentando con determinati meccanismi i plafond degli Stati tra il 65% ed il 90% della media comunitaria. In pratica, pagherebbero in modo proporzionale gli Stati sopra la media, tra cui l'Italia, seppur con 44 milioni in meno rispetto alla proposta della Commissione europea.
Pagamento di base e convergenza interna. Il Parlamento inserisce la deroga per mantenere l'attuale sistema dei titoli per gli Stati con un sistema di titoli regionalizzato e la proroga del pagamento unico per superficie fino al 2020 per i nuovi Stati membri. Rispetto al flat rate suggerito dalla Commissione per il 2019, si propone che nel 2019 si possa mantenere una differenza del 20% tra il titolo più alto e il più basso ed inoltre si prevede un modello alternativo di convergenza interna dei titoli basato sul concetto della convergenza esterna tra Stati membri. Questo permetterebbe di mantenere, seppur in modo parziale, delle differenze tra i titoli all'aiuto tra i diversi settori anche oltre il 2020.
Definizione dell'agricoltore attivo. Via libera per tutti, basterà mantenere in buono stato i terreni agricoli per essere considerati agricoltori attivi, senza nessun obbligo soggettivo. Flessibilità per gli Stati membri di escludere le società sportive, i campi da golf, le miniere, le società aeree e ferroviarie.
Premio supplementare per i primi ettari. Viene introdotta la possibilità per gli Stati membri di utilizzare fino al 30% del proprio budget per aumentare il sostegno sui primi ettari delle aziende agricole fino ad un massimo di 50 ettari per azienda.
Capping. Il capping è accolto con favore, proponendo una riduzione proporzionale dei pagamenti tra i 150.000 e i 300.000 euro. Non rientrano nel capping i pagamenti diretti per coprire i costi del lavoro in azienda e quelli percepiti per il rispetto del greening.
Aiuti accoppiati. Il Parlamento Europeo vuole offrire più flessibilità nell'utilizzo degli aiuti accoppiati, portando questa componente fino al 15% del plafond nazionale, con la possibilità di utilizzare un ulteriore 3% per le colture proteiche. Da segnalare lo stralcio della lista dei prodotti ammissibili, introducendo tutti i prodotti agricoli come riportato nell'allegato I del Trattato di Lisbona.
Confermato lo schema obbligatorio per i giovani agricoltori fino a 40 anni, premiati sui primi 100 ha dell'azienda agricola, per massimo 5 anni, con un aiuto supplementare pari al 25% del valore della media dei titoli.
Lo schema dei piccoli agricoltori diventa facoltativo e viene aumentato fino a 1.500 euro il premio per beneficiario, confermando l'esenzione da greening e condizionalità.
Il Parlamento europeo non stravolge l'architettura della riforma di Ciolos, ma cerca di renderla più flessibile e applicabile per gli Stati Membri, più generosa ed efficace per gli agricoltori.
I lavori al Parlamento Europeo procedono a tappe forzate in attesa dell'approvazione del quadro finanziario pluriennale, su questo testo si attendono nuovi emendamenti prima del voto nella plenaria di marzo.

Francesco Tropea