Olio: conclusa l'edizione 2009 del ''Sirena d'Oro''

La ristrutturazione della filiera è necessaria a dare forza al settore olivicolo del Mezzogiorno e a garantire al suo interno la giusta distribuzione dell'indotto economico

E’ motivo di particolare soddisfazione per tutti gli operatori del comparto olivicolo, che la legge sull'etichettatura obbligatoria per l'olio d'oliva sia diventata legge europea.
Da oggi vi è a disposizione uno strumento prezioso per difendere i produttori di olio e per tutelare il Made in Italy.
L'obbligo di indicare in etichetta l'origine degli oli extravergini e vergini di oliva e' il risultato di una battaglia condotta con tenacia e convinzione. La decisione, che entrerà in vigore dal prossimo primo luglio, e' un passo importante nella difesa della qualita' e della trasparenza perche' fornisce al consumatore la possibilita' di distinguere il prodotto italiano dagli oli di oliva provenienti dagli altri Paesi comunitari e non comunitari.
D'ora in poi tutti sapranno esattamente cosa stanno comprando.
Il provvedimento e' anche lo strumento di cui avevamo bisogno per combattere al meglio le contraffazioni e le truffe: nessuno potra' piu' spacciare impunemente per italiano l'olio proveniente da altri paesi.
A margine della giornata conclusiva dei tre giorni, dedicata all'Olio, Sirena d'Oro, tenutasi a Sorrento, è intervenuto l'esponente della Consulta Nazionale dell’Agricoltura, Rosario Lopa.
"L'olio d'oliva", ha posto l'accento Lopa, "è uno degli elementi più caratterizzanti dell'agricoltura mediterranea, dobbiamo tutelarlo e valorizzarlo dando punti di riferimento certi ai produttori e ai consumatori".
"In questo senso", afferma il rappresentante dell’Agricoltura, "abbiamo già segnato dei punti importanti in sede comunitaria, fortemente voluto e sostenuto dall'Italia, sull'etichettatura dell'olio d'oliva e con l'incremento delle Dop. Dobbiamo, favorire la conoscenza diffusa delle denominazioni d'origine con iniziative di promozione e d'educazione alimentare specialmente in Campania e nel Meridione dove c'e' la maggior produzione d'olio. In questo processo, ha concluso Lopa, avrà un ruolo centrale il mondo dell'associazionismo con cui le istituzioni devono sviluppare uno stretto rapporto di collaborazione, anche in vista di quella ristrutturazione della filiera necessaria a dare forza al settore olivicolo del Mezzogiorno e a garantire al suo interno la giusta distribuzione dell'indotto economico".