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Oggi Giornata mondiale della natura

Il tema del World wildlife day (WWD) del 2026 è Piante medicinali e aromatiche: tutela della salute, del patrimonio e dei mezzi di sussistenza.

Ogni anno, il 3 marzo, il mondo si ferma – almeno simbolicamente – per celebrare il , la ; l’edizione del 2026 è dedicata alle piante medicinali e aromatiche selvatiche (molte delle quali in pericolo) e al loro ruolo come base dei sistemi sanitari in tutto il mondo.In LifeGate ne parliamo da anni, perché è un’occasione preziosa per celebrare la straordinaria biodiversità del nostro Pianeta, soprattutto per stimolare la ricerca di soluzioni per la sua salvaguardia. Perché ci serve – meglio, ci servirebbe – a non dimenticare che per guarirci, le foreste, la fauna selvatica, gli ecosistemi, la biodiversità non sono uno sfondo decorativo della nostra esistenza, sono la cura. Sono la condizione stessa della nostra sopravvivenza.

Ogni specie perduta, ogni foresta che scompare, ogni oceano avvelenato è un pezzo del sistema che ci tiene in vita che smette di funzionare. Il 3 marzo nasce per accendere un riflettore su questa verità, per tradurre i numeri della scienza in consapevolezza collettiva, per trasformare l’allarme degli esperti in responsabilità condivisa.

Il Wwf Italia ha appena presentato in un incontro in Senato dati che fanno riflettere: se da un lato quasi nove italiani su dieci percepiscono come grave la crisi ecologica, se l’84 per cento di loro considera la transizione ecologica un obiettivo fondamentale per il Paese. Dall’altra parte solo il 34 per cento degli italiani – un cittadino su tre – dichiara di essere a conoscenza della riforma costituzionale del 2022, quella riforma degli articoli 9 e 41 della Costituzione che hanno introdotto la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi nella nostra Carta costituzionale.

Insomma, se da un canto abbiamo compreso che se l’ambiente si ammala, se l’aria che respirano si ammala, ci ammaliamo anche noi. Se abbiamo capito che la crisi climatica non è una questione astratta per attivisti, ma un’emergenza sanitaria che si misura in malattie croniche (vedi il caso dello stop alle attività dell’Ex Ilva e i rischi per la salute a Taranto), in morti premature, in costi sociali che nessun sistema sanitario potrà reggere a lungo. Dall’altra parte c’è un’Europa che allenta i freni sulla regolamentazione ambientale. Il passo indietro nel momento peggiore. Rispettare gli impegni dell’Accordo di Parigi e del Green Deal europeo, significa fare del benessere delle generazioni presenti e future la misura di ogni decisione politica.

Il nodo, allora – non è la conoscenza. I dati scientifici sono inequivocabili da decenni. Le norme ci sono. La consapevolezza, almeno a parole, cresce. Il nodo è la distanza abissale che separa il sapere dal fare, la dichiarazione di principio dalla scelta politica concreta, la giornata commemorativa dall’impegno quotidiano. Vedete, le giornate mondiali hanno senso solo se diventano il punto di partenza di qualcosa. Se scuotono le coscienze anziché acquietarle. Se ci impediscono di tornare a casa pensando di aver fatto la nostra parte semplicemente perché ne abbiamo sentito parlare.

Fonte: Lifegate.it