Notizie sul vino

L’ex Premio “Grinzane Cavour” cambia volto. Dopo gli scandali della precedente organizzazione che hanno travolto uno dei concorsi sul vino più importanti d’Italia, l’operatività è passata al Parco Culturale “Terre dei Vini” la cui nascita ufficiale è stata sancita da un incontro a Santo Stefano Belbo (Cuneo) al quale hanno partecipato la Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso, altri rappresentanti regionali, della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura e della Fondazione Cesare Pavese.
L’obiettivo principale è riorganizzare il Premio, per ora chiamato “Salone del libro – Piemonte”. Una rosa di dieci grandi nomi della cultura mondiale ha vagliato i 1.400 editori che partecipano al salone, i quali sceglieranno la terna dei vincitori. Il primo sarà votato dagli studenti delle scuole superiori del Piemonte, mentre gli scrittori incontreranno il pubblico in un ciclo di lezioni, seminari e presentazioni di libri in varie città del territorio, in memoria di grandi nomi della letteratura locale quali Pavese, Fenoglio e Arpino, originari delle Langhe e del Monferrato.
Nel frattempo alcuni creditori molto importanti, fra i quali le cantine di Alba, Rosso e Ceretto, hanno acquistato i diritti del premio tramite il commercialista torinese Enrico Stasi, attuale responsabile della fu associazione di Giuliano Soria, da poco uscito dal carcere delle Vallette dopo tre mesi di detenzione e con obbligo di firma. L’affare è valso 75mila euro, mentre Soria, dopo la fragorosa caduta dell’organizzazione del premio dopo anni di grande successo, medita di tornare ad insegnare Letteratura Ispanica all’Università di Roma.
I creditori del premio sono una lunga fila, compresi gli ex dipendenti del comitato organizzativo, quasi tutti disoccupati al momento, salvo un paio precari da qualche parte. La Regione pare abbia promesso loro un posto all’interno del sistema turistico – culturale che gravita attorno agli enti pubblici ma è ancora tutto da vedere.
Nel 2001 Soria acquistò l’antico vigneto del castello di Grinzare del conte Camillo Benso di Cavour per la produzione del famoso Barolo, e la tenuta è sempre stata seguita gratuitamente dagli studenti dell’istituto agrario. Storiche le numerose e sfavillanti feste private e blindatissime su invito rigorosamente personale, finanziate con i soldi pubblici e conosciute come “Vendemmie Letterarie”, alle quali ha sempre partecipato un folto stuolo di Vip, il tutto sotto attenta selezione di Angelo Soria, il fratello di Giuliano, ex funzionario regionale ora in carcere per peculato, e svoltesi prima nella cascina di Gigi Rosso e poi in quella di Bruno Ceretto.
Fra i Vip che si sono appassionati alla pigiatura delle uve a piedi scalzi ricordiamo Stefania Sandrelli, Lucia Bosè, Catherine Spaak, Eleonora Giorgi e tanti altre attrici ed intellettuali.
Intanto sono partite le indagini sulla contabilità della Fondazione Cesare Pavese, soprattutto in merito alle spese sostenute per le celebrazioni del centenario della nascita dello scrittore di Santo Stefano Belbo. Secondo quanto dichiarato dagli inquirenti, manca una precisa rendicontazione delle voci con tanto di fatture e scontrini fiscali a riprova di incassi e spese effettuate, e a breve saranno convocati i dirigenti in quanto unici firmatari dei documenti legali che avevano a suo tempo autorizzato il rilascio dei fondi regionali pervenuti. Intanto sono state verbalizzate e sottoposte a perizia di parte le dichiarazioni degli ex responsabili dell’Ufficio Contabilità del Premio.

A Genova è scomparso alla veneranda età di 98 anni Vittorio Soldati, cugino dello scrittore Mario ed il primo ad imbottigliare il bianco Gavi nella tenuta di famiglia, La Scolca, a Rovereto di Gavi(Alessandria). Prima di lui la prassi prevedeva di vendere il vino sfuso a grandi case produttrici come Cinzano e Martini&Rossi, che lo utilizzavano come base per lo spumante; con il cambio operato da Vittorio si è creata una vera e propria economia vinicola che ancora oggi miete grandi successi.
Eppure il suo destino sembrava tutt’altro: aveva cominciato come dipendente della Olivetti ma suo suocero, Giovambattista Parodi, aveva acquistato la tenuta di Gavi nel 1919, e alla sua morte Vittorio e sua moglie la ereditarono e le diedero il cognome Soldati. Dopo la laurea alla Bocconi il figlio Giorgio subentrò alla direzione(oggi seguita dalla nipote Chiara)e l’azienda fu rimodernata. Nel dopoguerra il Cortese di Gavi, la cui paternità appartiene al Marchese Luigi Cambiaso che per primo ne selezionò i vigneti alla Tenuta Centuriona, sembrava non avere più un futuro ma il colpo di genio di Soldati e la sua lungimiranza imprenditoriale riuscirono a rimetterlo sul mercato con grande successo.
Negli ultimi anni Vittorio si era ritirato in Liguria: prima ad Arenzano, poi a Genova.

Alfredo Zavanone