No trucioli per i vini italiani Doc e Docg

Prosegue l'impegno del ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Paolo De Castro per la definizione di una politica tesa a sostenere la qualità dei vini italiani. Dopo l'approvazione del Regolamento comunitario 1507/2006 sull'impiego dei "trucioli" di quercia nei vini dell'Unione Europea, il ministro De Castro interviene a difesa della tradizione e della qualità superiore dei vini italiani firmando il decreto che ne vieta l'utilizzo per i vini Docg e Doc.

Grazie all'azione italiana dei mesi passati in sede comunitaria, infatti, il Regolamento Ue ha previsto che i singoli Paesi membri possano adottare misure più restrittive.

"La vicenda dei trucioli – ha affermato il ministro De Castro – ci dimostra che siamo riusciti ad assicurare la tutela dei nostri vini di qualità, bilanciando le posizioni inizialmente definite con l'approvazione del Consiglio del settembre 2005".

"Negli ultimi 5 anni l'export italiano di vino è cresciuto di 500 milioni di euro, e nel 2007 sfonderà il muro dei 3 miliardi complessivi. Un risultato ottenuto senza trucioli. Con il decreto firmato oggi – prosegue il Ministro – diamo garanzie per la competitività futura delle nostre cantine di qualità. In questo settore dobbiamo migliorare ancora e per essere competitivi sui vini di qualità certificata non vogliamo puntare a risparmi di costi con metodi che, come i trucioli, producono danni all'immagine e alla qualità, ma dobbiamo migliorare nella competitività nei mercati esteri e nella crescita dimensionale delle imprese".

La tutela dei vini italiani di qualità e soprattutto la difesa delle denominazioni di origine a livello mondiale sono alla base della decisione adottata dal ministro delle Politiche Agricole, Paolo De Castro che ha firmato un decreto che vieta l'utilizzo dei trucioli per i vini di qualità (Doc e Docg).
"Accogliamo con favore – ha detto Paolo Bruni, presidente di Fedagri-Confcooperative – questa decisione che è in sintonia con quanto il settore vitivinicolo di Fedagri ha da tempo sostenuto in merito all'utilizzo dei trucioli".
"Il successo che il vino italiano – ha proseguito Bruni – ha registrato nelle esportazioni negli ultimi 5 anni, passando da 2,5 miliardi di euro a quasi 3 miliardi di euro testimonia la forte propensione delle imprese vitivinicole a puntare sulla qualità e sull'immagine del prodotto, per garantire la competitività dei nostri marchi".
Con il decreto si fa un passo indietro nel rapporto di trasparenza tra consumatori e produttori perché significa di fatto il via libera all'utilizzazione dei trucioli nel 70 per cento della produzione italiana, afferma invece il presidente della Coldiretti Paolo Bedoni.