No al vino con i trucioli

“Se proprio si vuole consentire l’impiego dei trucioli nel vino, si limiti tale pratica ai soli vini da tavola, con o senza indicazione geografica, e si obblighi l’utilizzatore a riportare l’indicazione dell’uso dei chips nella designazione dei vini”, è questo il commento del vicepresidente della Giunta Regionale del Veneto, Luca Zaia, che si è espresso contro le norme dell'Unione Europea sull’invecchiamento del prodotto.
“Così facendo – ha continuato Zaia – si potranno almeno limitare i danni, visto che di benefici derivanti dall’introduzione di tale utilizzo, non si può certo parlare. L’utilizzo dei trucioli, infatti, non serve ad invecchiare il vino, ma solo a trasferire il sapore del legno alla bevanda”.
“La qualità dei nostri prodotti – ha ricordato Zaia – è associata all’elaborazione di mosti e di vini in botti, di dimensioni e di essenze diverse, per periodi più o meno lunghi. L’utilizzo dei chips, se è vero che determina un costo di produzione significativamente inferiore rispetto a quello del vino ottenuto con il sistema della botte, d’altra parte non serve in alcun modo a far maturare e a elaborare il vino”.
“Perciò – ha concluso il vicepresidente – difendiamo i nostri vini di qualità, perché, così facendo, difenderemo anche la loro tipicità, la loro identità oltre alla nostra tradizione che pretende il vino dentro il legno e non il legno dentro il vino”.