Prodotti tipici

Mele del Trentino

Italia – Le mele denominate Igp Mele del Trentino vengono prodotte utilizzando le varietà Golden Delicious, Red Delicious, Gala, Fuji, Morgenduft, Granny Smith, Renetta, Pinova e relativi cloni e mutanti della specie Malus x domestica, Borkh, della famiglia delle Rosaceae.
Sono tipiche delle Igp Mele del Trentino le caratteristiche di sapore gradevolmente acidulo, equilibrato e piacevole, oltre a forma, colorazione, consistenza (durezza), grado zuccherino, come di seguito specificato.
Tali caratteristiche sono determinate in particolare dalla crescita e maturazione dei frutti in un clima dalle spiccate connotazioni alpine.

Le mele denominate Igp Mele del Trentino vengono prodotte utilizzando le varietà Golden Delicious, Red Delicious, Gala, Fuji, Morgenduft, Granny Smith, Renetta, Pinova e relativi cloni e mutanti della specie Malus x domestica, Borkh, della famiglia delle Rosaceae.
Sono tipiche delle Igp Mele del Trentino le caratteristiche di sapore gradevolmente acidulo, equilibrato e piacevole, oltre a forma, colorazione, consistenza (durezza), grado zuccherino, come di seguito specificato.
Tali caratteristiche sono determinate in particolare dalla crescita e maturazione dei frutti in un clima dalle spiccate connotazioni alpine.

Al momento dell’immissione al consumo i frutti devono essere interi, di aspetto fresco e sano, puliti, privi di sostanze ed odori estranei e devono presentare la forma e la colorazione tipica di seguito elencata:

Il verde di fondo evolve verso il giallo con l’avanzamento della maturazione o della conservazione. Possono essere presenti aree, anche estese, di rugginosità, dal tipico colore bronzato.
Il valore di durezza della polpa non deve scendere al di sotto di 5,5 kg/cm2 per le varietà Fuji, Granny Smith e Pinova, e di 5 kg/cm2 per le varietà Golden, Red Delicious, Gala, Morgenduft e Renetta, da misurarsi entro due mesi dalla raccolta e prima dell’uscita dai centri di confezionamento.
Il calibro non deve essere inferiore ai 65 mm per tutte le varietà, con l’eccezione della varietà Gala, il cui calibro minimo non deve scendere al di sotto dei 60 mm.
I requisiti minimi di categoria per la I.G.P. Mele del Trentino destinata al consumo fresco sono quelli stabiliti dalla normativa comunitaria relativa alle categorie commerciali Extra e I (prima).

Per le mele destinate esclusivamente alla trasformazione sono previsti tutti i requisiti richiesti dal Disciplinare di Produzione, con l’eccezione di categoria, calibro, durezza. Tali frutti possono fregiarsi della I.G.P. Mele del Trentino ma non possono essere destinati tal quali al consumatore finale.
Per la produzione della I.G.P. Mele del Trentino è consentito l’utilizzo anche di altre cultivar di melo derivanti dalla ricerca varietale e che abbiano dimostrato, attraverso prove sperimentali e documentali, la conformità del metodo di ottenimento e delle caratteristiche qualitative del frutto al presente disciplinare di produzione. L’utilizzo di queste cultivar per la produzione della I.G.P. Mele del Trentino deve essere comunicato e valutato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che potrà acquisire allo scopo il parere tecnico dell’organismo di controllo o di altro soggetto.

Le tecniche di coltivazione dei meleti idonei a produrre le mele denominate I.G.P. Mele del Trentino sono riconducibili a quelle tradizionalmente seguite nell’ambiente di coltivazione descritto all’Art. 3, miranti all’obiettivo di mantenere il giusto equilibrio vegeto-produttivo e di conseguenza assicurare l’ottenimento di produzioni di elevata qualità, come storicamente riconosciute dal consumatore .e ADVPUBBLICITÀ

L’impianto dei frutteti deve essere adeguato alla giacitura dei terreni, spesso declivi, al fine di consentire la preservazione delle geometrie territoriali, il consolidamento dei versanti, la sicurezza del lavoro, l’ottenimento di frutti di qualità. È quindi consentita la realizzazione di aiuole o di sistemazioni strada-frutteto, in aggiunta alle file tradizionali. Per la costituzione del frutteto si potranno mettere a dimora piante monoasse o ad impalcatura multipla.

Le tecniche di produzione tradizionale adottate nella zona prevedono obbligatoriamente l’inerbimento tra le file per tutta la vita dell’impianto. Questa pratica riveste particolare importanza sia per la dotazione nutrizionale del terreno, attraverso una continua restituzione naturale di elementi, sia per la sua struttura fisica e biologica, salvaguardate dal mantenimento ed arricchimento della dotazione di sostanza organica. L’inerbimento del terreno rappresenta inoltre una valida tecnica di difesa del territorio montano dal rischio di erosioni superficiali.
È consentito l’apporto di elementi nutritivi sotto forma minerale e/o organica.

La corretta gestione del carico produttivo prevede una serie di operazioni colturali quali principalmente la potatura ed il diradamento. La potatura mira a garantire il mantenimento della forma di allevamento ed il giusto equilibrio vegeto-produttivo della pianta e deve essere svolta ogni anno, anche con l’ausilio di mezzi meccanici. Tra le forme di potatura sono consentite tutte le varianti che partono dalla parete stretta fino al vaso espanso. Il diradamento dei frutti viene effettuato in funzione della gestione del carico produttivo. Potranno essere utilizzate tutte le tecniche attualmente disponibili, compresi il diradamento meccanico o l’ombreggiamento tramite reti oscuranti. Il diradamento manuale sarà adottato nei casi ove sia necessaria una rifinitura più accurata, orientata al raggiungimento della carica ottimale di frutti in rapporto all’espansione della chioma ed alla esposizione alla luce.

Al fine di ottenere produzioni di elevata qualità, è possibile l’impiego di pratiche irrigue.

La raccolta deve essere eseguita attraverso un accurato stacco manuale dei frutti. È consentita l’effettuazione di più stacchi. La raccolta non può essere iniziata prima del 20 luglio e non può terminare dopo il 15 dicembre.
Le produzioni massime di I.G.P. Mele del Trentino non possono superare le 96 t/ha calcolate sulla media dell’intero areale di produzione.

La conservazione della I.G.P. Mele del Trentino deve essere effettuata in strutture refrigerate ad una temperatura compresa tra 0 °C e 10 °C. Nel corso della conservazione possono essere sottoposte a una prima lavorazione di pre-calibratura, per poi essere riposte nuovamente nella struttura refrigerata.

Documenti fotografici risalenti al 1954-55 attestano che la reputazione delle Mele del Trentino era già all’epoca riconosciuta sui molti mercati europei, ma anche africani ed asiatici.
In epoca più recente la reputazione si afferma tra i grossisti presenti nei moderni mercati generali degli anni ’60-’70. Infatti, sui principali mercati ortofrutticoli italiani le Mele del Trentino vengono classificate come categoria a parte e quotate ad una media di prezzo del 5-10, fino al 20% ed oltre in più rispetto alla merce di altre provenienze, come si evince dai listini prezzi dei più importanti mercati ortofrutticoli italiani.

Dalla Direzione del Mercato Ortofrutticolo di So.Ge.Mi. spa di Milano si è ricevuta copia dei listini prezzi risalenti agli anni 1981-1984, dove i prezzi indicati confermano i maggiori valori riconosciuti alle mele del Trentino dai grossisti dei posteggi, dai negozianti rionali e, di conseguenza, abbiamo ottenuto conferma della disponibilità del consumatore a sostenere maggiori costi a fronte di una maggiore qualità riconosciuta. La distinzione avviene regolarmente anche nei mercati rionali, sui quali si assiste ad una enfatizzazione della provenienza dal Trentino, attraverso l’apposizione di piccoli cartelli, generalmente scritti a mano.

Alle centrali di acquisto dei mercati generali si sono affiancate, a partire dagli anni ’80, le catene della grande distribuzione organizzata (GDO), i cui responsabili acquisti, a tutt’oggi, non possono permettersi di far mancare le ‘Mele del Trentino’ dai banchi dell’ortofrutta della loro insegna. Inoltre, la reputazione delle ‘Mele del Trentino’ è ulteriormente testimoniata dalle scelte del consumatore, che associa la provenienza dal Trentino ad una garanzia di qualità superiore.

Per dare scientificità alla misura di questa preferenza già acclarata dalle scelte dei consumatori e dai maggiori prezzi a cui essi si adeguano a fronte della maggiore riconosciuta qualità, sono state fatte diverse indagini.

Una prima indagine di cui si ha notizia è quella condotta nel 1984, che confermava la conoscenza delle mele del Trentino presso il consumatore, il dettagliante ed il grossista, presso i quali le Mele del Trentino evocavano l’immagine di qualità.eADVhttps://c10c618fa06f4f88e0a82aa63b29767c.safeframe.googlesyndication.com/safeframe/1-0-37/html/container.html

Ci si riferisce poi ad una indagine condotta nel 2000, su 1000 soggetti decisori di acquisto delle famiglie. I consumatori, rappresentanti di tutte le classi di età e delle categorie sociali, spontaneamente citano per il 73% il Trentino come luogo di provenienza delle mele e il 75 % degli intervistati associa alle mele provenienti dal Trentino una elevata qualità.

Altre indagini di mercato vengono poi condotte nel 2002 su 17.000 individui appartenenti a 6000 famiglie italiane rappresentative della popolazione. Da questa indagine emerge che tra i prodotti tipici della provincia di Trento più conosciuti, le “Mele del Trentino” sono i primi prodotti ortofrutticoli ad essere citati.

Nel 2016 viene condotta una nuova ricerca, e nuovamente il Trentino si pone al vertice della reputazione e della notorietà tra le regioni frutticole italiane e, a fronte della domanda “Secondo lei, quale è la regione che produce le migliori mele in Italia?”, il 54,14% degli intervistati risponde senza esitazione “il Trentino”.

Altre importanti testimonianze della reputazione delle Mele del Trentino si trovano negli eventi artistici-culturali periodicamente organizzati con il patrocinio delle istituzioni.

Nel 1999 una significativa esposizione ha luogo a Palazzo Trentini, a Trento, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio della Provincia autonoma e la collaborazione delle Organizzazioni di Produttori. L’evento fu curato dal nutrito gruppo di artisti trentini ‘La Cerchia’, costituitosi come gruppo artistico-culturale nel 1986. L’esposizione aveva il titolo ‘Nel Giardino delle Esperidi – la mela tra mito e realtà’, e seguiva una analoga iniziativa realizzata a Roma, nel 1998, a cura della Provincia autonoma di Trento.

Nel corso del decennio 2000-2010 venne anche istituita formalmente la Strada della Mela tra i percorsi del gusto, e molte aziende agrituristiche, molti produttori e molti trasformatori aderirono alla stessa.

La Provincia autonoma di Trento aveva anche legiferato (L.P. 7/11/1977) in merito alla tutela dei marchi di origine e di qualità dei prodotti dell’agricoltura trentina, ed il settore melicolo aveva provveduto alla registrazione, presso la CCIAA di Trento, del marchio collettivo Mele del Trentino nel dicembre 1986, dando poi seguito con numerose campagne pubblicitarie su tutto il territorio nazionale ed europeo.

Gli imballaggi prodotti in quel periodo ed utilizzati per molti anni in migliaia e migliaia di pezzi che hanno raggiunto tutta l’Italia e l’Europa riportavano stampigliata la dicitura Mele del Trentino sul frontespizio, e lo stesso logo veniva apposto sui moderni camion che percorrevano migliaia di chilometri per le consegne sui mercati più lontani.
Si ritiene che la reputazione di cui oggi gode la denominazione Mele del Trentino sia dovuta alle caratteristiche climatiche della zona e alla grande vocazionalità dell’ambiente alla coltivazione del melo nella provincia di Trento.

Le condizioni pedoclimatiche del territorio di produzione delle mele del Trentino sono molto particolari: ciò che maggiormente contraddistingue l’ambiente trentino è la caratteristica “alpina” di alcuni aspetti del suo clima, anche delle zone site a minor altitudine, e ciò influenza direttamente la qualità del prodotto.

Regime di brezze, limpidezza dell’aria, radiazione solare ed escursione termica (soprattutto nella tarda estate) sono i parametri che maggiormente caratterizzano il clima del Trentino rispetto a quelli delle regioni limitrofe e che sono in grado di influenzare positivamente la fisiologia della pianta.

Le brezze sono infatti abbastanza accentuate nelle vallate trentine rispetto alle aree limitrofe, con quasi il 30% in più di casi con velocità dell’aria superiore a 5 m/s: a conseguenza di ciò il fenomeno della nebbia e delle foschie nelle vallate trentine è pressoché sconosciuto, determinando una maggiore limpidezza dell’aria, che consente una maggiore radiazione solare verso il suolo (+8% annuo) ed un maggior numero di ore di sole (+10% annuo).

La relazione tra energia solare utile e processo fisiologico di accumulo di fotosintati consente alle mele prodotte nell’ambiente trentino di accumulare quantitativi di sostanze zuccherine, acidi, sostanze aromatiche e polifenoli mediamente superiori, tali da consentire la distinzione del prodotto rispetto a mele provenienti da aree meno favorite dal punto di vista ambientale.

La distribuzione delle precipitazioni e l’andamento delle temperature nel corso dell’anno risultano inoltre molto favorevoli alle specifiche esigenze della coltura.

Negli ambienti alpini, inoltre, le temperature sono notoriamente più fresche e ciò consente, di giorno, di non subire gli arresti di fotosintesi che si hanno alle temperature più elevate e, di notte, di rallentare i processi ossidativi, correlati alla respirazione notturna, che abbasserebbero l’acidità (componente essenziale del gusto) e le sostanze aromatiche e polifenoliche.

La piovosità media annua è ovunque notevole variando, secondo la quota e l’orientamento della valle, da un minimo di 700-800 mm fino ad oltre 1500 alle quote più elevate o nelle valli più aperte verso la pianura.

La piovosità è nella maggior parte dei casi distribuita su 2 massimi, primavera ed autunno, con piogge a notevole durata e media intensità, con un minimo in inverno, costituito per lo più da precipitazioni nevose, mentre l’estate è moderatamente piovosa per piogge di breve durata ed alta intensità, per lo più fenomeni temporaleschi.

Questo territorio dimostra quindi di ottenere le caratteristiche superiori dei frutti riconosciute ed apprezzate dai consumatori e acclarate dalla reputazione e dalla notorietà delle ‘Mele del Trentino’.
La frutticoltura trentina vanta comunque origini antiche, documentate nell’arte, nella cultura e nelle tradizioni locali.
L’avvio su larga scala della coltivazione del melo risale alla seconda metà del 1800 quando il Trentino costituiva la parte più meridionale del vasto impero austro-ungarico.
Trento già allora si era affermata come importante centro frutticolo europeo come testimoniato dall’organizzazione, già nel 1875, dell’Esposizione Regionale di Trento, di cui i frutticoltori conservano i documenti attestanti la Menzione Onorevole, nonché dalla partecipazione all’Esposizione Internazionale di Pietroburgo nel 1894 e di Amburgo nel 1897.
All’inizio del ‘900, nel periodo intercorrente le due Grandi Guerre, ancora Trento ospita l’Esposizione Nazionale di Frutta del 1924. Di questa manifestazione i frutticoltori trentini conservano il Diploma Medaglia d’Oro ed il Diploma Medaglia d’Argento.
La storia della frutticoltura trentina degli ultimi decenni è ampiamente documentata, a dimostrazione della crescente e fondamentale importanza che questo settore ha raggiunto nell’economia provinciale.
I frutticoltori trentini seppero trovare nella lunga esperienza cooperativa le condizioni per superare i pesanti limiti derivanti dalla scarsa superficie agricola a disposizione, dalla polverizzazione fondiaria ad essa conseguente, nonché dall’asperità del territorio.

Gli oltre 6.000 frutticoltori associati alle diverse Organizzazioni di Produttori operanti in Provincia di Trento rappresentano, assieme al cospicuo indotto legato al settore, uno dei pilastri dell’economia delle vallate trentine.

Questa solida e radicata presenza economica va sicuramente anche inquadrata nelle emergenti esigenze dell’agricoltura sostenibile e multifunzionale, con positivi riflessi sul mantenimento del paesaggio rurale, sul consolidamento dei versanti montuosi in chiave di prevenzione dal dissesto idrogeologico, sul mantenimento di piccole comunità rurali garanti della conservazione di lingue autoctone e di antiche tradizioni.

Il controllo per l’applicazione ed il rispetto delle disposizioni del presente disciplinare di produzione è svolto dall’Organismo di Controllo denominato: Check Fruit s.r.l., via C. Boldrini, 24 – 40121 BOLOGNA, Tel. 051-6494836; Fax 051-6494813; info@checkfruit.it organismo autorizzato a norma dell’articolo 37 del Reg. UE n. 1151/2012.

Le confezioni e i tipi ed i materiali di confezionamento autorizzati sono tutti quelli previsti dalla normativa.
Le mele denominate I.G.P. Mele del Trentino devono essere confezionate in imballaggi o confezioni tali da consentire una chiara identificazione del prodotto.
Sulle confezioni dovrà apparire la dicitura I.G.P. Mele del Trentino o Mele del Trentino I.G.P. ed il simbolo europeo delle I.G.P.
È consentito, anche in abbinamento alla dicitura I.G.P. Mele del Trentino o Mele del Trentino I.G.P. ed al simbolo europeo, l’utilizzo di indicazioni e/o simboli grafici che facciano riferimento a nomi o ragioni sociali o marchi collettivi o marchi d’azienda individuali.
È consentita la bollinatura dei frutti. Sui bollini può apparire la dicitura I.G.P. Mele del Trentino o Mele del Trentino I.G.P., anche in abbinamento a indicazioni e/o simboli grafici che facciano riferimento a nomi o ragioni sociali o marchi collettivi o marchi d’azienda individuali, potendosi invece omettere il simbolo europeo.Sono autorizzate le traduzioni della dicitura Indicazione Geografica Protetta e delle sue abbreviazioni nelle diverse lingue dell’Unione così come previsto al Regolamento n. 668 del 13 giugno 2014.

Fonte: https://www.agraria.org/