''Mangiate locale'': il suggerimento di Wendel Berry

Un pubblico numeroso e attento ha accolto Wendell Berry, il poeta-saggista-contadino americano “profeta” della filiera a km zero, a Casa Artusi a Forlimpopoli (FC) domenica 15 e lunedì 16 febbraio – Berry ha ritirato il Premio Artusi 2008 a lui assegnato dal Comune di Forlimpopoli per il suo contributo alla riflessione tra agricoltura e alimentazione.

Wendell Berry vincitore del Premio Artusi 2008, è stato l’ospite d’onore a Casa Artusi a Forlimpopoli (FC), il tempio italiano della cucina di casa, domenica 15 e lunedì 16 febbraio.
Berry, poeta, studioso, contadino americano e “profeta” della filiera a km zero promotore dell’esperienza dei farmers market è venuto esplicitamente in Italia per ritirare il Premio Artusi, a lui assegnato dal Comune di Forlimpopoli per il suo contributo alla riflessione tra agricoltura e alimentazione, vinto negli anni passati da nomi del calibro di Muhammad Yunus, poi premio Nobel per la Pace 2006, Vandana Shiva, Eduardo Galeano.
Un pubblico numeroso e caloroso lo ha ascoltato con attenzione nel corso dell’incontro pubblico “I mercati contadini: perché mangiare è un atto agricolo”, titolo che riprende uno degli aforismi più celebri di Berry.

“Io non ho ricette facili e sicure per salvare il mondo – ha affermato Berry –so per certo che ciascuno di noi può fare qualcosa per opporsi alle logiche ingiuste dell’agricoltura industriale. E’ ormai evidente che l’Agricoltura industriale non è sostenibile, sia in termini umani che ambientali. Il suo interesse infatti è la produttività, non la “manutenzione” della terra: dobbiamo invece tornare a “prenderci cura” della terra, nel lungo termine, cercando di impedire fenomeni di sfruttamento, di impoverimento, di erosione, di inquinamento del terreno. L’Agribusiness ha commesso un grande errore. Ha fatto di tutto per conformare e adattare la terra alle esigenze delle macchine e della tecnologia, quando invece bisognerebbe fare esattamente il contrario: adattare le macchine alle esigenze della terra e dell’uomo.”

Il suggerimento di Berry è quello di sostenere l’economia locale, scegliendo i prodotti del territorio “ a km zero”: “è necessario creare una forte alleanza tra consumatori di città e piccoli produttori. I farmers market, che permettono contatto diretto tra agricoltori e consumatori, sono solo un inizio, ma sono comunque un segnale di speranza e di cambiamento che comincia a diffondersi in America e in Europa. E la crisi economica attuale non è del tutto negativa: può essere infatti vissuta come un’ottima opportunità per tornare con i piedi per terra e cambiare il proprio stile di vita”.

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Forlimpopoli, 16 febbraio 2009