L'Unesco accoglie la candidatura dei paesaggi vitivinicoli del Piemonte

Lo scorso 8 febbraio 2008 il sottosegretario al Ministero per i Beni e le Attività culturali, Danielle Mazzonis, la presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso e i presidenti delle Province di Alessandria, Paolo Filippi, Asti, Roberto Marmo e Cuneo, Raffaele Costa, hanno firmato l’Intesa per la redazione del dossier di candidatura alla Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco del sito “Paesaggi vitivinicoli tipici del Piemonte”. Erano presenti gli assessori regionali alla Pianificazione territoriale, Sergio Conti, alla Cultura, Gianni Oliva e la direttrice regionale per i Beni Culturali e pesaggistici del Piemonte, Liliana Pittarello. Le caratteristiche della zona geografica costituita da Astigiano, Langhe, Monferrato e Roero, già individuata dal Piano Territoriale Regionale (Ptr) della Regione Piemonte come area a elevata qualità paesaggistico-ambientale, sono state valutate idonee alla candidatura dal Gruppo di lavoro interministeriale permanente per il Patrimonio Mondiale dell’Unesco fin dal 2006. Con l’intesa odierna gli enti firmatari si impegnano a collaborare per redigere sia il dossier che il Piano di gestione dei siti e a concordare entro il 31 marzo un programma di lavoro comune con l’obiettivo di presentare ufficialmente la candidatura entro il 2008. Il dossier dovrà contenere la descrizione puntuale dei caratteri di eccellenza dei siti oggetto di candidatura e la verifica degli strumenti di tutela, della pianificazione paesaggistica e urbanistica per una perfetta conservazione di questi caratteri nel tempo. “Regione, Province e Comuni stanno collaborando a questo progetto già tempo – ha dichiarato la presidente Bresso -. Da oggi in poi dovremo individuare esattamente i confini delle aree di eccellenza del sito e delle “aree tampone”, quelle che le collegano. Ma, soprattutto, dovremo impegnarci al massimo per conservare e migliorare la bellezza di questi territori, così ricchi e sfaccettati e, contemporaneamente, incrementarne la produttività. Un compito difficile, perché queste terre sono belle quanto fragili. Per noi amministratori sarà un’esperienza interessante di pianificazione, gestione e tutela comune del paesaggio, nonché l’occasione per riqualificare alcune aree”. Nei territori del Piemonte meridionale la coltura della vite rappresenta una costante dell’ingegnosità umana. La modellazione dei terreni ha stimolato una continua ricerca volta ad ottenere prodotti di qualità elevata. L’attuale paesaggio e il suo ricco tessuto di beni culturali costituiscono il risultato di processi storici, sperimentazioni e attività protrattesi per secoli e storicamente accertate fin dal Medioevo. I paesaggi vitivinicoli del Piemonte rappresentano nel loro insieme un grandioso complesso per unicità e bellezza, caratterizzato da una straordinaria molteplicità di ecosistemi derivanti dalle differenti combinazioni tra clima, suolo, pratiche colturali e varietà di vitigni autoctoni. La politica vitivinicola regionale ha da sempre orientato la produzione verso la qualificazione del prodotto e dei sistemi produttivi; oggi circa l’80 percento della superficie vitata è destinata alla produzione dei Vqprd, i Vini di Qualità Prodotti in Regioni Determinate (Doc e Docg). Per questi motivi e per la conseguente unicità dei territori, le amministrazioni firmatarie dell’intesa puntano all’inserimento di queste terre nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.