L’Europa si confronta sul “Doha Round” con il resto del mondo

L'Europa e' pronta a offrire piu' degli altri per chiudere il negoziato sul Doha Round, "ma non e' disposta a non ricevere nulla in cambio". In un discorso tenutosi a Berlino, il Commissario europeo per il commercio Peter Mandelson ha delineato cosi' la strategia che l'Unione europea intende seguire per giungere ad un accordo ambizioso nel 2006 che preveda anche tagli visibili alle tariffe industriali da parte dei grandi del Wto.
Di fronte a un pubblico di imprenditori e politici tedeschi, Mandelson ha affermato che lo stato dei negoziati e' "critico ma non disperato". Il Commissario ha sostenuto che "i progressi nei negoziati non dipendono dall'Europa " che, secondo il Commissario, finora ha offerto molto di piu' di qualsiasi altro membro del WTO. "Se si vuole evitare il fallimento dei negoziati, sono ora gli altri a dover replicare alle offerte europee" ha detto Mandelson. .
Mandelson ha sollecitato i partner commerciali dell'UE a formulare offerte che consentano di raggiungere un risultato equilibrato, in grado di assicurare la crescita dell'economia mondiale, e ha auspicato una serie di "contatti bilaterali, intensi e serrati", al fine di assicurare la fiducia necessaria per giungere a un accordo finale basato su livelli di ambizione comparabili. "Lo stallo del (Doha) Round non e' a Bruxelles – ha concluso -. Per questo sono ancora una volta costretto a ripetere agli altri partecipanti ai negoziati: l'Europa non puo' immaginare che il Doha Round si concluda con riduzioni effettive per l'UE e riduzioni solo sulla carta per gli altri paesi. "Non posso 'vendere' un accordo – ha aggiunto – in cui l'Europa offre ma non riceve niente in cambio: non e' un negoziato, ma una capitolazione".

Fonte: AGI-Tig

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