Le regioni ortofrutticole europee (AREFLH) mirano a modificare l’OCM

Il Consiglio di amministrazione di AREFLH, l’Associazione che raggruppa 27 regioni ortofrutticole europee di Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Belgio, ha approvato all’unanimità un documento per attivare la modifica della normativa OCM (Organizzazione Comune di Mercato) per la gestione delle crisi.

Tutte le regioni socie si sono dichiarate concordi nella richiesta di nuove regole condivise: in particolare il documento approvato da Areflh, pur mantenendo in questa fase lo 0,5% di aiuto per la gestione delle crisi alle singole organizzazioni di produttori (O.P), propone le seguenti modifiche:
– l’aumento della percentuale massima dei prodotti ritirabili dal 5 al 10%,
– l’adeguamento dei prezzi di ritiro dal mercato,
– la costituzione di una filiale transnazionale per concertare tra le Organizzazioni dei Produttori a livello europeo le situazioni di crisi di mercato.
L’Areflh si farà portavoce a livello europeo e avanzerà queste richieste nelle sedi opportune.

"Per la prima volta siamo di fronte ad una proposta comune tra Paesi concorrenti per dare forza a richieste urgenti vista la situazione di estrema difficoltà in cui si trovano le imprese ortofrutticole dopo la grave crisi che ha colpito la frutta estiva europea. Ed è la difficoltà di questi momenti che deve motivare le OP verso una trasnazionalità degli interventi". Lo dichiara Paolo Bruni presidente di Apo Conerpo che rimarca la necessità di trovare nell’Unione Europea una sponda motivata e attiva per applicare le modifiche richieste.

"Le cicliche crisi della frutta estiva rischiano di diventare una costante – dichiara Patrizio Neri, consigliere di Europ Fruit – e quindi è sempre più necessaria una pianificazione e una gestione a livello europeo perché le azioni che ogni singolo stato può deliberare autonomamente non potranno essere mai incisive quanto un’azione coordinata tra tutti i paesi".

"Giudichiamo indispensabile – dichiara Renzo Piraccini direttore generale di Apofruit Italia – che il Ministro Zaia e la delegazione italiana a Bruxelles sostengano queste proposte che potranno garantire al nostro settore quel minimo di protezione di cui ha bisogno in caso di crisi congiunturali come quella di quest’anno".