Le pentole in teflon sono ''sane'' e sicure: parola di produttori

I più importanti produttori di pentolame antiaderente assicurano che non vi è alcun pericolo per la salute nell’utilizzo degli strumenti da cottura rivestiti in “teflon”. Bialetti, Ballarini, Alluflon, Illa, Tvs, precisano quanto segue: sotto accusa non è il “teflon” ma il Pfoa, un agente chimico di superficie utilizzato nella fabbricazione della materia prima “teflon”; per quanto riguarda il pentolame antiaderente, il Pfoa non è parte del prodotto finito, ma è usato nel processo di fabbricazione del “teflon” in quanto materia prima; nel corso della produzione del pentolame antiaderente, le tracce del Pfoa vengono eliminate nel processo di sinterizzazione che segue l’applicazione del “teflon”; a processo ultimato, il pentolame non contiene quantità misurabili di Pfoa e pertanto il consumatore non è esposto al Pfoa quando usa il pentolame antiaderente, risultando tale uso perfettamente sicuro; le otto industrie che, a detta dei media, avrebbero accettato di eliminare il “teflon” entro il 2015, hanno in realtà accettato di eliminare entro il 2015 le emissioni di Pfoa nell’atmosfera, e non certo il “teflon”; anche la Food & Drug Administration americana, l’European Scientific Advisoring Panel ed il Direttore Generale del Centro per l’analisi dei rischi dell’Università di Harvard, hanno dichiarato che non esiste pericolo alcuno nell’utilizzo di pentolame antiaderente rivestito in “teflon”. Alla luce di quanto sopra, i principali produttori di pentolame antiaderente sono pronti a fornire tutta la documentazione e le informazioni scientifiche tese a confermare che l’uso dei prodotti di cui si tratta non comporta conseguenze nocive per la salute. Pertanto, tutti gli utilizzatori di pentolame antiaderente possono ritenersi certi dell’assoluta idoneità alimentare e sicurezza dei prodotti.
La notizia della pericolosità del pentolame in teflon proveniva dagli Stati Uniti dove hanno stabilito che entro il 2015 la quasi totalità della produzione dovrà cessare.
Il 1° gennaio scorso Il Corriere della Sera in Scienze e Tecnologia, pubblicava un articolo al riguardo.