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Laurea ad honorem allo chef Massimo Bottura

L’Università di Bologna ha deciso di conferigli quella in Direzione aziendale.

L’OSTERIA FRANCESCANA È UN MODELLO MANAGERIALE

La sua Osteria Francescana, giudicata miglior ristorante del mondo nella lista World’s 50 best restaurants 2016, è considerata un modello non solo di qualità e creatività alimentare, ma anche di sapiente gestione manageriale.

Essere “semplicemente” chef oggi non è più sufficiente. Soprattutto se chi è in cucina è anche, come spesso capita, il titolare dell’azienda. La visione deve espandersi, le complessità aumentano. Puoi essere un asso tra i fornelli, ma se gestisci il ristorante come fosse un chiosco sulla spiaggia di Rio i risultati non sono garantiti.

«BOTTURA CASO ESEMPLARE DI CAPACITÀ IMPRENDITORIALE»

A Massimo Bottura è stata consegnata la laurea ad honorem in Direzione aziendale da parte dell’Università di Bologna
Chiarissime le parole con cui il rettore Francesco Ubertini ha motivato il titolo: «Massimo Bottura rappresenta un caso esemplare di gestione di una piccola impresa familiare italiana, raggiungendo in pochi anni un successo senza precedenti e una notorietà a livello globale. Dal punto di vista aziendale ha realizzato una deliberata strategia di crescita, volta allo sviluppo della qualità e alla visibilità internazionale, mediante visione, capacità imprenditoriale, creazione e gestione del team, innovazione di prodotto e raggiungimento di un livello di servizio molto elevato».

I PROGRAMMI TV DI RAMSAY E CANNAVACCIUOLO INSEGNANO

E d’altra parte è sufficiente vedere una puntata di Cucine da incubo, nel suo format originale con Gordon Ramsay o nell’edizione italiana di Antonino Cannavacciuolo, per capire che i grandi chef, oltre a dispensare consigli preziosi sulle tecniche da adottare in cucina, dedicano identica attenzione agli aspetti manageriali nella conduzione dei ristoranti.
Dall’organizzazione dello staff alle scelte dei fornitori, dalle attività contabili al rapporto con la clientela. Brava l’Università di Bologna a capire prima degli altri la complessità di una professione che sta vivendo il suo momento di vera gloria.