L'Astesana premia Giovanni Goria

Lunedì, 21 giugno si è tenuta una celebrazione in omaggio a Giovanni Goria, avvocato e gourmet astigiano, la cui ricerca gastronomica ha contribuito a far conoscere il Piemonte nel mondo.
A far da cornice all’iniziativa, lo splendido Castello di Costigliole d’Asti, sede dell’ ICIF (Italian Culinary Institute for Foreigners) l’Istituto che insegna la cucina italiana ai cuochi professionisti del mondo.
Gianfranco Berta presidente di Astesana, Piero Bava delegato provinciale dell’Accademia della Cucina, e Piero Fassi presidente dei ristoratori astigiani, hanno consegnato al maestro un simbolico ricordo della sua firma professionale: cucchiaio e forchetta incrociati.
Giovanni Goria, definito il “sommo gastronomo piemontese”, già diverse decine d’anni fa sosteneva con intuizione anticipatrice, la necessità di valorizzare i prodotti della terra e la loro trasformazione in ricette tipiche.
Una celerazione densa di ricordi ed emozioni, cui è seguita una colazione con un menù costruito sulle tradizioni astesane interpretate da Giovanni Goria e preparata per l’occasione da quattro ex allieve del “Maestro”, che hanno inteso così festeggiarlo.
L'aver acquisito la sua filosofia di “conservazione della memoria e del gusto”, ha permesso loro di ottenere il successo nella professione, con la conduzione di Ristoranti conosciuti ed apprezzati (qualcuna possiede anche la stella Michelin):
Mariuccia Ferrero, il “San Marco” di Canelli, Pina Fassi il “Gener Neuv” di Asti, Claudia Verro “La Contea” di Neive e Ornella Borgo “La Fioraia” di Castello d’Annone.
Ogni piatto, presentato alla maniera della “nouvelle cuisine” nella proposta decorativa, negli ingredienti e nelle ricette ha rispettato le specialità regionali tipiche piemontesi, quali la mostarda d’uva, il bagnetto verde, i tajarin e la torta di nocciole, tanto per citarne alcuni.
Nel suo intervento, Giovanni Goria, ha ringraziato chi l’ha seguito in questa “crociata”, una passione che ha preso una parte importante del suo tempo, anche con la pubblicazione di numerosi libri che hanno contribuito a far conoscere il Piemonte nel mondo.
Una novità dell’ICIF è la nascita del “Club di cultura enogastronomica”; fermamente voluto dal suo presidente Tony May, propone diverse attività.
Al Club si aderisce con un ticket di iscrizione che consente i Soci di partecipare agli appuntamenti (previa prenotazione) riservati ed anticipatamente annunciati con programma, data di svolgimento e prezzo di partecipazione.
Questi, alcuni appuntamenti estivi:
mercoledì 23 giugno, 7-14-21 luglio: lezione di cucina: “L’olio extra vergine d’oliva italiano,utilizzo in cucina dei più tipici oli italiani”, a cura dei Maestri oleari, condotta dallo chef istruttore Piero Rainone – ore8-20 Aula magna – costo 25 euro;
venerdì 25 giugno, 2-16-23 luglio: Seminario enologia: “Gli abbinamenti tra vino e cibo: accostamenti classici ed innovativi” a cura del sommellier istruttore Gianni Lercara; ore 18,30-20 Sala degustazione Enoteca del Castello – costo 25 euro;
da mercoledì 30 giugno a sabato 3 luglio: secondo incontro con “Vino e cucina del territorio”, l’azienda vinicola Collutta ed uno chef friulano presenteranno un menù regionale in abbinamento ai propri vini; A colazione vini in degustazione – A cena menù degustazione, vini compresi costo 50 euro;
da mercoledì 7 a sabato 10 luglio: terzo incontro con “Vino e cucina del territorio” l’Azienda vinicola Caprai ed uno chef umbro presenteranno un menù regionale in abbinamento ai propri vini. A colazione vini in degustazione e a cena menù degustazione, vini compresi 50 euro;
venerdì 9 luglio: Seminario “Life style: la cucina mediterranea è sempre la migliore? Miti e credenze da elogiare o da sfatare? A cura dello studio del Prof. Giorgio Calabrese – ore 18,30-20 Aula magna – costo 25 euro;
da mercoledì 21 a sabato 24 luglio: quarto incontro con “Vino e cucina del territorio” l’Azienda vinicola Anselmi e lo chef Pierangelo Corsaro presenteranno un menù veneto in abbinamento ai propri vini. A colazione vini in degustazione e a cena menù degustazione con vini compresi 50 euro.
L’ICIF, che conta sette anni di vita, ha sinora portato nel Castello di Costigliole d’Asti, alcune migliaia di professionisti cuochi e sommelliers.
Esporta nel mondo l’immagine della cucina italiana, realizzando seminari e corsi didattici in Canada, Cina, Corea del Sud, Giappone, Stati Uniti e Brasile; sempre la scuola ha organizzato interventi occasionali a Parigi, Kiev, Shangai, Varsavia, Emirati Arabi, Strasburgo, Hollywood, Mumbay, Hong Kong, San Pietroburgo e altre città del mondo.
Per ulteriori informazioni:
baroloco@tin.it e www.icif.com

Pietro Tibaldeschi