L’Agricoltura biologica francese fa causa allo Stato

In Francia il settore dell’agricoltura biologica ha fatto causa allo Stato, chiedendo un indennizzo per il danno che subisce in seguito al ritardo nel recepimento della direttiva europea 2001/18, relativa alla disseminazione di OGM nell'ambiente. Nonostante fosse obbligatorio dal 2001, perdura l'assenza di informazioni sulla localizzazione dei siti OGM, con un aumento dei rischi di contaminazione delle colture, ma anche delle sementi biologiche e non OGM.
Ma adesso i produttori si attendono una risposta.
La Francia presenta una situazione affatto chiara in quanto, attualmente, manca una valutazione dell’impatto delle colture OGM sulle produzioni agricole di qualità.
Non c’è nessuna sorveglianza, né notifica dei siti delle colture commerciali OGM, al punto che non si conosce il numero esatto di ettari investiti a mais transgenico dal 2002, anno in cui la direttiva avrebbe dovuto essere recepita dal diritto francese. Neppure esistono norme precise per indennizzare gli operatori biologici in caso di contaminazione, sebbene qualsiasi diffusione di OGM nell’ambiente comporti per il settore Bio, l'obbligo di analisi costose in tutte le fasi della produzione, dalla semina alla trasformazione del prodotto finito venduto al consumatore. E proprio l’assenza di informazioni attendibili e chiare sulla esistenza e sulla localizzazione dei campi OGM rende a maggior ragione necessario tale onere per il settore dell’agricoltura biologica.
Va specificato che la contaminazione è ancora marginale, tuttavia l’eventualità del fatto provoca una disaffezione per il Bio, con un conseguente calo dei consumi di questo genere di prodotti.
I sei organismi che hanno chiamato in causa la responsabilità dello Stato sono: Inter Bio Bretagne, Nature et Progrès, Fédération Nationale d’Agriculture Biologique des régions de France (FNAB), SYNABIO, Biocoop, Syndicat d’Agriculture Biodynamique.