La ricotta romana ha ottenuto la Dop

Prende slancio il primato italiano, con la conquista della denominazione di origine protetta ottenuta oggi dalla ricotta romana, nella tutela internazionale del proprio patrimonio agroalimentare. La classifica per Paesi dei riconoscimenti comunitari vede infatti al primo posto il Made in Italy, con 149 marchi di qualita', seguito dalla Francia con 142 denominazioni, da Portogallo (93) e Spagna (90).
''Si tratta per l'Italia della conferma del nostro primato – sottolinea il ministro per le Politiche agricole Gianni Alemanno – ed e' il risultato del nostro impegno costante per la tutela e la valorizzazione del patrimonio agroalimentare italiano''.
Una leadership del Belpaese in tema di qualita' e tipicita' territoriale che esprime anche, secondo una stima della Confederazione Italiana Agricoltori, un business complessivo attorno ai 9 miliardi di euro. E che risponde alle aspettative di maggior reddito dei produttori e allevatori che, rispettando i rigidi parametri dettati dai disciplinari di produzione sull'origine delle materie prime e sugli alimenti per il bestiame, si allineano al dettato della nuova Pac e rilanciano il patto di fiducia con i consumatori, sempre piu' attenti all'etichettatura e disposti, in campo alimentare, a spendere qualcosa di piu' per prodotti di qualita' garantita.
L'iscrizione odierna della ricotta romana nel Registro europeo delle denominazioni d'origine e delle indicazione geografiche non e' infatti un effimero fiore all'occhiello per l'immagine della Penisola da record ma un'arma in piu' contro l'agropirateria.
Il registro raccoglie infatti circa 700 produzioni d'eccellenza dell'Unione europea per proteggerle giuridicamente contro imitazioni e falsi, almeno nel mercato comunitario.
''Le denominazioni di origine protetta – ricorda Alemanno – oltre a rappresentare uno strumento forte di tutela della qualita' in agricoltura, sono lo strumento principale attraverso il quale e' possibile incoraggiare le produzioni agricole salvaguardando i prodotti dalla contraffazione e dagli abusi''.
In termini di prestigio conferito al Made in Italy agroalimentare, quello che caratterizza il caso ricotta e' che il primato comunitario sia stato conquistato proprio da una delle attivita', l'allevamento ovino, che richiede maggiori sacrifici perche' svolta in aree rurali e spesso marginali dell'Agro romano.
Nel territorio della Regione Lazio la produzione totale di ricotta (caprina, ovina, bufalina, vaccina) oscilla tra gli 80.000 e i 130.000 quintali annui. Ma nell'Agro Romano, il territorio della nuova denominazione, il potenziale di produzione della ricotta romana dop oscilla dai 30.000 ai 40.000 quintali annui, secondo quanto stima dell'Agenzia regionale del Lazio Arsial sulla base di un patrimonio ovino nel territorio pari a circa 800.000 capi di pecore.
Viva soddisfazione per il riconoscimento alla ricotta romana e' stato espresso da tutte le organizzazioni agricole.