La pizza sotto la tutela dei tedeschi

Il titolo è ovviamente iperbolico, ma il fatto che stiamo per raccontare lo rende meno spropositato di quanto si possa credere.
È ormai noto che il Made in Italy sia preda di falsificazioni sempre più plateali, come dimostrano le molte inchieste su caciotte svedesi, parmigiani californiani e prosciutti di Parma d’Egitto che sfruttano indebitamente nomi di prodotti e provenienze italiane fuorvianti a scopo commerciale.
Ebbene, le tante associazioni che in Italia sono impegnate a combattere l’uso improprio di marchi e simboli dell’eccellenza enogastronomia italiana, da alcuni giorni hanno un alleato in più: il tribunale di Francoforte, che ha condannato una società tedesca per aver utilizzato in maniera impropria parole e simboli per la sua pizza confezionata.
La Hasa – questo il nome della società condannata -, aveva apposto la dicitura ‘autentico italiano’, inserito motivi tricolori e l’immagine del Leone di San Marco sulla confezione della sua Pizza Prosciutto, senza evidenziare chiaramente la frase ‘hergesellt in Deutscheland’, prodotto in Germania, agli occhi del consumatore. La motivazione del tribunale, quindi, parla proprio di ‘prodotto ingannevole’, in quanto la merce è realizzata e confezionata in Germania.
Ad applaudire questo gesto di grande civiltà sono in tanti, dalle denominazioni di origine controllata al Centro di tutela dei consumatori utenti di Bolzano, oltre a tutti quelli che – italiani e stranieri – hanno a cuore la qualità dei prodotti di eccellenza.
Certo, come appendice alla sentenza sarebbe stato interessante obbligare i responsabili della Pizza Prosciutto a seguire un corso di italianità, per far loro imparare che la pizza ed il Leone di San Marco non vanno proprio a braccetto.

Alessandro Tibaldeschi