La pasta: gioiello del ''Made in Italy''

Al Cibus di Parma, la pasta è stata fra i protagonisti dell'ingegno italico: dal Nord al Sud, ogni Regione ha esposto le proprie specialità.

C'è satto persino chi, come "Donna Eleonora" che ha esposto gioielli creati con i vari formati di pasta!
Una regione come la Calabria che l'arricchisce con vari gusti: al peperoncino, agli spinaci, allo zafferano ecc..
Le conosciutissime paste all'uovo di Campofilone. Un Comune delle Marche con poco più di mille abitanti e una trentina di Aziende che impastano uova (e sulla confezione si precisa: con sole uova fresche intere rotte a mano) e realizzano diverse specialità per spedirle ovunque nel mondo.
Scrivendo di pasta non si può tralasciare la Campania con Gragnano, centro d'eccellenza per la realizzazione di formati singolari. E' lontano il tempo in cui l'impasto veniva fatto "con i piedi", facendo camminare un uomo su una specie di grondaia nella quale veniva versata farina (rigorosamente semola di grano duro) e acqua. Oggi sono tante anche la aziende che propongono macchinari che sostituiscono mani e…piedi e perfezionano sempre più un prodotto italiano che, insieme con la pizza, ha fatto conoscere ed apprezzare l'Italia nel mondo.
La Camera di commercio di Alessandria, fra i suoi espositori (vino Gavi, miele, cioccolato) ha presentato anche l'Antico pastificio alessandrino che proponeva in assaggio dai classici agnolotti piemontesi, alle varie paste ripiene di ortaggi.
Tante curiosità esposte a Cibus, molti i sughi "pronti", e tantissime conserve e composte ghiotte, a testimonianza della fantasia tutta italiana nel saper trasformare quanto madre natura ci ha dotato, dai peperoncini ripieni, alle olive, ai sottoli e sottaceti.
Vasto il settore dei salumi e dei formaggi.
Una kermesse, Cibus 2010 che oltre ad aver ingolosito il semplice pubblico dei visitatori, ha fatto chiudere numerosi contratti di lavoro, permettendo agli esperti del settore di rimanere al passo con le novità del settore agroalimentare.
Al 2012, dunque al Cibus di Parma.

Danila Orsi Tibaldeschi