La limonata: dissetante e salutare previene le dolorose pietre

Gli scienziati dell’Università della California a San Diego – Comprehensive Kidney Stone Center – hanno condotto un interessante studio che suggerisce come una piacevole bevanda quale è la limonata possa essere un ottimo preventivo per i calcoli renali.

Il dottor Roger L. Sur e colleghi hanno fatto notare che, in linea generale, bere molti liquidi riducendo l’assunzione di sale, di calcio e proteine è già un possibile passo per limitare la formazione di calcoli renali. Tuttavia la limonata sfrutta in sinergia il contenuto di citrato del limone che è un inibitore naturale della formazione delle “pietre”.
In questo studio si è valutato l’impatto sul tasso di formazione dei calcoli a seguito di una terapia a base di limoni. In due litri d’acqua sono stati disciolti circa 113 grammi di succo di limone ricostituito. La limonata è stata fatta bere ogni giorno a un gruppo di pazienti nei quali si è mostrata una riduzione del tasso di formazione dei calcoli da 1,00 a 0,13.

La scelta del limone è stata fatta perché è uno degli agrumi che contiene maggiori quantità di citrato. Gli altri succhi di agrumi spesso poi sono arricchiti di calcio e contengono ossalato, uno dei principali componenti dei calcoli renali, fanno notare i ricercatori.
Spesso poi le persone non si rendono conto di avere i calcoli renali fino a che non compare una colica. «Dolori addominali e alla schiena, sangue nelle urine e nausea o vomito, sono i tre classici sintomi dei calcoli renali. Non dovete necessariamente avere tutti e tre i sintomi, ma ognuno di loro è difficile da ignorare. Dopo aver avuto un dolore estremo, si dovrebbe andare dal medico o andare al pronto soccorso subito, specialmente se è presente febbre. La presenza di febbre indica che si può avere un’infezione nel sangue che può essere pericolosa per la vita», ha sottolineato Sur.

La prevenzione è molto importante e se si è già sofferto di calcoli renali «c’è una probabilità del 50% di produrre un’altra pietra entro cinque/dieci anni», conclude Sur, il quale spiega che con le loro ricerche intendono ridurre di almeno la metà la possibilità di formazione dei calcoli e delle recidive.