La guarigione vien mangiando

È questo il nome dato all’operazione, per migliorare i pasti serviti negli ospedali italiani, che vede coinvolto il Ministero della Salute e Slow Food, l’associazione nata alla fine degli anni ’80 dall’inventiva di Carlo Petrini per promuovere la cultura del buon cibo.
Gli obiettivi del progetto sono contenuti nel protocollo d’intesa firmato dal ministro Livia Turco e dal presidente di Slow Food, Roberto Burdese, e mirano a valorizzare il ruolo del cibo all’interno del sistema ospedaliero nazionale, anche come strumento terapeutico. Lontani da fantasiose teorie di guarigione, si vorrà semplicemente garantire una buona e corretta alimentazione al malato, in quanto anche il fattore alimentare contribuisce all’equilibrio psicofisico indispensabile per la guarigione.
Arriveranno così nei piatti dei pazienti prodotti locali e stagionali di qualità, grazie ad un rapporto diretto con le realtà agricole locali; inoltre, a detta di Petrini e del ministro Turco si diminuiranno anche i costi, grazie ai tagli di trasporto e filiera. Il progetto prevede anche una maggiore attenzione per i luoghi in cui i pasti verranno consumati, e altrettanta flessibilità negli orari di pranzi e cene.
Un’iniziativa che si preannuncia molto interessante e in piena filosofia Slow Food, dimostrando buona sensibilità da parte del Ministero nel cercare soluzioni per rendere più confortevoli gli ambienti ospedalieri.
E si preannuncia anche un vero e proprio affare, visto il numero di pasti distribuiti tutti i giorni dal servizio sanitario nazionale (240 milioni di pasti l’anno). Ma questa è un’altra storia.

Alessandro Tibaldeschi