La Francia crede in Slow Food

Il sociologo piemontese Carlo Petrini ha fondato il movimento Slow Food, come reazione all'aumento dei fast food e delle abbuffate in generale. Erano gli anni 80, l'hamburger quotato inborsa aveva lasciato il suo segno in numerosi paesi e McDonald's apriva il suo primo baracchino in Italia. Poi, c'è stato, nel 2004, il documentario di Morgan Spurlock, Super Size Me, e successivamente il numero dei bambini obesi di cui ci si preoccupa oltre Atlantico, ma anche in Europa. È per questa ragione, forte dei suoi ottocento Conviviums (unità locali) distribuiti in cinquanta paesi, che l'associazione Slow Food tiene alto oggi più che mai il suo attaccamento agli alimenti sani, di stagione, ed al piacere del gusto. Impronte d'ecologia, i suoi valori gastronomici vanno di pari passo con un'etica di consumo responsabile su scala planetaria. Sul fronte della biodiversità agroalimentare, l'associazione difende il camembert fatto con latte crudo con lo stesso entusiasmo con il quale segue le "sentinelles" (varietà di frutta e verdura "in via di estinzione").
Salvaguardare i prodotti di tradizione inseriti in un'economia locale, tutto qua.

Il 2008 sarà l’anno internazionale della patata "non siamo un'associazione di buongustati, ma un movimento internazionale che intreccia il mondo della produzione con quello del consumo alimentare", spiega Jean Lhéritier, il presidente di Slow Food Francia. Nei paesi in cui la fame tortura i ventri, si tratta spesso di preservare le colture per uso alimentare (produzione di cui il paese ha bisogno per nutrire i suoi abitanti). Ma se la sovranità alimentare sembra dunque la sfida principale dei paesi del Sud, è la qualità dell'alimentazione che preoccupa il Nord. "mangiare meglio, è semplice e non così costoso, ma occorre volerlo", constata
semplicemente Jean Lhéritier. Per questa prima giornata nazionale Slow Food Francia, l'associazione ha scelto la patata perchè, a buon prezzo, è trasformabile a gara.
Questa messa all'onore introduce anche l'anno 2008, dichiarato "anno internazionale della patata" dall'ONU.
Le iniziative locali della giornata del 15 settembre – degustazioni, dimostrazioni culinarie e seminari – mireranno a riabilitare al gusto con il gioco ed il piacere. Il passo, alla volta sensoriale, ludico e gastronomico, si accompagnerà ad una riflessione sull'impatto delle scelte alimentari sul
benessere personale e sugli ecosistemi del pianeta. Sabato, solamente, in famiglia o tra amici, a Parigi e nelle regioni della Francia, si inizierà principalmente a casaccio a riempire il proprio
frigorifero in modo più esigente e meno costrittivo. Ci si lascerà andare, per una volta e forse per sempre, a provare e condividere la nostalgia delle ultime fragole, l'amore delle prime castagne, e
l'attesa, certamente un poco febbrile, dei porcini dopo la pioggia…