Italia, ospite d’onore al 14° Festival dei Pastori in Tunisia
La 14ª edizione della Festa dei Pastori (Fête des Bergers) si svolge dal 25 al 29 marzo 2026 presso il Centro Culturale delle Arti e dei Mestieri di Djebel Semmama, nella regione di Kasserine, in Tunisia a circa venti chilometri dalla città di Sbeitla,
L’Italia che quest’anno è l’ospite d’onore, vede la partecipazione di artisti e ricercatori internazionali impegnati in performance musicali, workshop di design e residenze artistiche
Questa edizione coincide con l’Anno Internazionale dei Pascoli e del Pastoralismo proclamato dall’ONU, dalla Food and Agriculture Organization e dedicato alle culture pastorali di tutto il mondo e sono attesi circa trecento partecipanti tra artisti, visitatori e membri delle comunità pastorali, con delegazioni provenienti da oltre venti paesi.
Il Festival celebra i saperi pastorali come fonte d’ispirazione per l’architettura e le culture del futuro e l’evento “Eco-Dôme” rappresenta uno dei momenti clou con la masterclass “Super M3amra”, il primo cantiere sperimentale in Tunisia dedicato alla costruzione di cupole ecologiche e trae ispirazione anche dalle tradizionali case pastorali di Semmama. E’ guidato da un team internazionale composto da Gwalareg Barazar (Francia), pastore e specialista in ecocupole; Aïcha Haddad (Algeria), architetto; Mohsen Jelliti (Tunisia), progettista ecologico; e Leila Riahi (Tunisia), architetto. E’ indubbio che questa masterclass offra anche un’immersione nella cultura pastorale di montagna. A questo proposito Adnane Helali, direttore del Festival si avvale della collaborazione dei registi Laura Delaterossa (Spagna) e Jack Siverand II (USA), per offrire una prospettiva artistica della conoscenza pastorale che può ispirare l’architettura del futuro. Tra gli ospiti musicali figurano il gruppo italiano Erggio, accanto ai Shepherds of Semmama dalla Tunisia, agli Échos de l’Anatolie dalla Turchia e alla Hunza Troupe dal Pakistan. Intenso il programma del workshop internazionale di design ecologico LesAlchimistes de la Ragouba”, diretto da Marwa Gdima e ospitato presso il Centre Culturel Montagnard de Semmama. Il laboratorio invita i partecipanti a raccontare il territorio attraverso materiali naturali come argilla, halfa, legno selvatico, lana, pietra e cactus, trasformando la materia in forme, segni e poesia. Al workshop partecipano artisti e ricercatori provenienti da diversi paesi: dalla Tunisia Zeineb Ghrabi (botanista), Chaima Zaafouri, Karim Belkadhi, Oumayma Boularès, Khaled Khayati, Yamen Abdelli e Saïd Badri; dalla Spagna Pep Aymerich, Oriol Tuca e Pablo Velasco Bertolotto; dall’Algeria Besma Lebbibi e Moussa Douar;e dall’Italia Ludobica Parentini, Fedeliano Nacucchi e Luca Di Terlizzi.
Tutta da seguire è la sezione cinematografica dedicata al mondo pastorale e alla transumanza, diretta dal regista tunisino Jalel Faizi. Tra i film presentati figurano “And the Wind Remains the Wind”, diretto da Héloïse Abbosh e Noéma Sabourin (Francia–Libano), “Transhumant Voices” di Paula Escribano (Spagna) e “Rogo” del regista italiano Michele Vicenti. All’interno di questa programmazione nasce anche Cinema Trig, un’iniziativa cinematografica e culturale che esplora, attraverso il linguaggio del cinema e dell’immagine, i percorsi della transumanza pastorale nella regione centro-occidentale della Tunisia. Il progetto prende il nome dalla parola “Trig”, che indica gli antichi sentieri percorsi per secoli dai pastori e dalle loro greggi attraverso montagne e pianure, portando con sé storie di paesaggi, comunità e memoria. Il progetto propone un viaggio visivo e umano nel mondo pastorale, dove il cinema incontra la memoria e la natura per raccontare la bellezza delle montagne e delle steppe tunisine e riportare alla luce le storie umane radicate in questi territori. A guidare il progetto sono diverse figure del mondo del cinema e della ricerca audiovisiva, tra cui Héloïse Abbosh, Paula Escribano, la regista francese Mathilde Rouxel, il ricercatore e specialista nel restauro di archivi sonori e cinematografici Ossen El Sawaf (Egitto–Francia), Laura Delaterrossa (Spagna) e Jack Siverand (Stati Uniti).
Un intenso rogrammache include musica, laboratori creativi, incontri culturali e momenti dedicati alla gastronomia pastorale.
Tra gli appuntamenti più attesi figurano il pranzo con i pastori della Murgia italiana, la festa culinaria “Gastrono Mont” dedicata al patrimonio alimentare delle montagne e il carnevale della montagna “CarnaJbal”, che chiuderà la manifestazione con una grande celebrazione popolare.
Folklore dunque accompagnato da tanta cultura e da cibo semplice e biologico, tisane a base di piante selvatiche e una particolarità è rappresentata da una bambola tradizionale
Un Festival che rappresenta un simbolo di resistenza culturale e rinascita per una regione montana che va protetta e tutelata per la ricchezza di significati che è d’obbligo mantenere e continuare a valorizzare.
