In Veneto, Centri per i disturbi dell'alimentazione

In Veneto il 2,5% della popolazione, in massima parte al di sotto dei 30 anni, è interessata da disturbi dell’alimentazione, in particolare anoressia e bulimia, con un rapporto maschi-femmine di 1 a 10.
E’ un problema che in alcuni casi può portare alla morte, ma che nell’80 per cento circa è curabile in modo accettabile attraverso una terapia di gruppo interdisciplinare, che riguarda l’aspetto psicoterapico, farmacologico e riabilitativo.
Il tema è stato affrontato il 2 marzo a Vicenza nel corso del congresso regionale “I disturbi dell’alimentazione: insorgenza, motivazione e cure”, organizzato dalla Società Italiana per lo Studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare –Sisdca.
Intervenendo ai lavori l’assessore regionale alla tutela del consumatore e sicurezza alimentare Elena Donazzan ha detto che “quello che sta accadendo oggi per quanto riguarda i disturbi dell’alimentazione deve essere percepito come un problema sociale, come una priorità sociale in tutta la sua complessità e vastità. E’ un problema – ha proseguito – che non può essere ridotto a qualche iniziativa, pur lodevole, di pochi stilisti che decidono di non far più sfilare ragazze, che dal punto di vista fisico fanno impressione. La questione fa affrontata con la massima attenzione e serietà, con programmi scientifici non solo di cura, ma anche e soprattutto di prevenzione. E in questo ci deve essere la collaborazione tra istituzioni e operatori e il coinvolgimento del mondo della scuola e delle famiglie. A questo proposito – ha informato l’assessore Donazzan – la Giunta regionale ha deciso di realizzare un programma di sensibilizzazione da sviluppare soprattutto nella scuola e per il quale ho già chiesto la collaborazione del prof. Roberto Ostuzzi che è presidente nazionale della Sisdca, oltre ad essere psicoterapeuta ed endocrinologo che da anni si occupa di questi problemi. Per questo gruppo di lavoro chiederò comunque la collaborazione ad altri esperti, proprio perché è mia intenzione dare all’iniziativa un carattere assolutamente scientifico e non emotivo.
Spesso infatti la comunicazione che si dà di questi disturbi è spesso superficiale per cui viene male interpretata”.
L’assessore Donazzan ha poi ricordato che dal 2000 ad oggi la Regione ha già avviato, o è prossima a farlo, una serie di centri provinciali e due regionali, Padova e Verona e che comunque tutta la materia sarà affrontata in fase di definizione nel prossimo piano socio sanitario regionale.

Alessandro Tibaldeschi