In arrivo i ''Farmer market''

I mercatini dedicati sono ormai una presenza consolidata sul territorio, come dimostra il successo ottenuto dalle agenzie di viaggio che organizzano tour dedicati verso i mercatini più caratteristici.
Ma dal gennaio del 2008, questi mercatini – per la precisione i cosiddetti farmer market, ovvero i mercatini di prodotti agricoli – avranno la ‘benedizione’ anche del Ministero delle Politiche Agricole, che ha appena varato un decreto, inserito nella Finanziaria 2007, che traccia l’identikit dei farmer market e ne stabilisce modalità e requisiti. Un affare da 150 milioni di euro, secondo le prime stime.
Così, dall’inizio del 2008, prodotti come carne, frutta, vino, latte e miele potranno essere venduti all’interno di mercatini di prodotti agricoli direttamente nei centri cittadini, secondo modi, tempi e parametri stabiliti dal comune organizzante, a patto che ad esporre e vendere siano produttori del territorio comunale, e ad essere venduti siano prodotti realizzati o trasformati all’interno dei confini del comune in cui si svolge il mercato.
Prodotti genuini saranno venduti a prezzi concorrenziali dai produttori ai consumatori, senza intermediari, evitando agli acquirenti il problema di recarsi presso l’azienda agricola, e creando un legame ancor più solido tra agricoltori e territorio di appartenenza. “Si tratta di un'opportunità in più sia per gli agricoltori sia per i cittadini; accorciando la filiera si avranno vantaggi pratici per il consumatore che potrà avere, oltre alla convenienza, la garanzia di prodotti di assoluta freschezza. Le vendite dirette rappresentano inoltre una risposta importante per molte aree marginali, dove l’agricoltura soffre la concorrenza, ma è spesso l’unica attività presente sul territorio, oltre che un formidabile veicolo per portare la cultura rurale nelle città, costruendo un nuovo rapporto che leghi il settore agricolo alla società moderna” ha dichiarato il ministro Paolo De Castro.
Ma c’è anche chi ha già criticato questa iniziativa: i commercianti tradizionali, che si vedono insidiati da merce che gode di agevolazioni fiscali e che agli occhi del consumatore è più sana e più buona.

Alessandro Tibaldeschi