‘Il vino che era, il vino che sarà”

Sabato, 6 maggio a Dolcè in provincia di Verona si terrà il Convegno “Il vino che era, il vino che sarà: è possibile brevettare la tradizione?”.
In un mercato sempre più dominato da ottimi vini tutti uguali – frutto di avanzate conoscenze agronomiche ed enologiche, di una tecnologia invasiva e di politiche di marketing aggressive – la risposta di Paesi d’antica tradizione vinicola come l’Italia può risiedere solo nella proposta di vini diversificati, figli di esperienze, vitigni e territori che non si possono né copiare né esportare.
Di cultivar antiche e nuove e soprattutto dei nuovi orizzonti aperti dalla ricerca sul sequenziamento del genoma della vite, si parlerà a partire dalle 10.30 presso l’azienda agricola Albino Armani durante il Convegno.
All’incontro interverranno Tiziano Tomasi (“Vecchie varietà, nuove opportunità? Scoperta e utilizzo degli antichi vitigni”) e Marco Stefanini dell’Istituto di S.Michele all’Adige (“Nuovi genotipi derivati da incroci con obiettivi diversi di miglioramento”), e il produttore Albino Armani (“Dall’esperienza della Conservatoria Albino Armani alla brevettabilità del genoma della vite”). Al termine dell’incontro si terrà una degustazione guidata di microvinificazioni di vecchie varietà autoctone dell’Isma e della Conservatoria Armani.