Il ''Salone del Gusto'' in pillole

Le conferenze segnano il tutto esaurito

La seconda giornata del Salone del Gusto ha segnato un leggero incremento di pubblico rispetto all’anno precedente. Se nella serata di ieri si è recuperato il leggero calo registrato alle 18, oggi alla stessa ora sono entrate oltre 1700 persone in più del 2006, per un totale 36 100. Nei due giorni i passaggi sono stati 60100: «Il dato più interessante non è solo l’incremento inaspettato di pubblico – sottolinea Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia – ma il fatto che la sfida del Salone del Gusto 2008, le conferenze di Terra Madre, registrano il tutto esaurito: oltre 500 persone per il convegno Senza Ogm si può e il tutto esaurito con coda fuori della sala per la presentazione del Manifesto sul cambiamento climatico e il futuro della sicurezza alimentare.

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Al Caffè Letterario di Slow Food, nell’ambito del Salone del Gusto, è stata annunciata la quarta edizione di Slow Fish, la manifestazione internazionale dedicata al mondo ittico e alle sue problematiche che, a Genova dal 17 al 20 aprile 2009, sarà dedicata al Mediterraneo.

Per il presidente Slow Food Italia Roberto Burdese, in Slow Fish come al Salone del Gusto la vocazione gastronomica si è coniugata fin da subito ai temi sociali e ambientali. La kermesse genovese proporrà, come già il Salone in questi giorni, il tema del ridotto impatto ambientale; ci sarà anche in quell’occasione il percorso Strada Maestra che serve a illustrare cosa significa in concreto lo slogan «Buono, pulito e giusto»; inoltre, visto l’inaspettato successo che stanno ottenendo al Salone, grande spazio sarà dato alle conferenze.
Paolo Lombardi, presidente della Fiera di Genova, ha puntato il suo intervento sulla nuova location di Slow Fish, il neonato Padiglione B, in fase di completamento e progettato dal celebre architetto Jean Nouvel; la struttura è posta a 80 centimetri sul livello del mare, cosa che permetterà finalmente l’attracco dei pescherecci e la realizzazione di un mercato ittico all’insegna della filiera corta: dal produttore al consumatore.
Marina Dondero, vicepresidente della Provincia di Genova, ha ricordato l’impegno del suo Ente nei confronti della sostenibilità e del consumo critico, nonché della difesa del territorio e dell’acqua come bene pubblico essenziale. Si è infine augurata che Slow Fish lanci semi di interesse e collaborazioni per ulteriori iniziative collaterali.
Franco Zunino, assessore all’Ambiente della Regione Liguria, è tornato sul tema ambientale auspicando che, anche attraverso Slow Fish, si riesca a concertare una politica comune tra tutti i Paesi del Mediterraneo a proposito dei temi della sostenibilità e dell’impatto ambientale della pesca.
Ha concluso gli interventi Margherita Bozzano, assessore al Turismo della Regione Liguria, che ha anticipato un’altra delle novità di Slow Fish: le escursioni lungo tutta la costa ligure, organizzate sempre nel rispetto dell’ambiente secondo i canoni di un turismo intelligente.

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I Presìdi Slow Food italiani compiono dieci anni e si regalano un logo

I Presìdi italiani Slow Food festeggiano 10 anni di vita proprio al Salone del Gusto e pensano al futuro, presentando il contrassegno che comparirà sulle confezioni dei prodotti (una “spirale” dai colori delle terre italiane), per identificare chiaramente chi condivide gli impegni e la filosofia Slow Food. A presentare il logo alla conferenza Il nuovo progetto dei Presìdi Slow Food in sala CittaSlow del Lingotto Fiere è stata Raffaella Ponzio, responsabile della rete dei Presìdi italiani: «Oggi chiudiamo una fase e ci poniamo nuovi obiettivi: Slow Food attraverso il logo spenderà il proprio nome, ma pretenderà l’ennesimo salto di qualità da parte dei produttori. Abbiamo infatti stilato un rigido disciplinare insieme ai tecnici della Fondazione Slow Food per le Biodiversità, pretendiamo che venga rispettato, altrimenti non concederemo l’apposizione del logo.»
Ma c’è un altro importante traguardo da raggiungere: l’indipendenza dei Presìdi. «Finora è stato Slow Food a occuparsi direttamente della rete dei Presìdi, ora proponiamo ai produttori di dar vita ad associazioni indipendenti, che potranno poi a loro volta affiliarsi. E’ una questione di responsabilità, che favorisce anche la nascita di meccanismi di autocontrollo: insomma saranno i produttori stessi a tutelarsi diventando i guardiani della qualità»
Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia, ha poi analizzato la situazione attuale dell’agricoltura e della qualità dei cibi: «L’Italia nel 2007 ha stanziato 24 milioni di Euro da dedicare alla ricerca nel settore primario, peccato che questo ingente finanziamento sia stato interamente assorbito dai progetti per lo sviluppo di prodotti OGM.»
Si è poi rivolto direttamente ai 177 Presìdi italiani, incitandoli a continuare a dimostrare coraggio e responsabilità: «Permettendovi di spendere il nostro nome compiamo una grande operazione di fiducia nei vostri confronti, sarà necessario aumentare quindi l’attenzione contro i “furbi”, ne basterà infatti solo uno per infangare dieci anni di lavoro e fatiche».
La parola è poi passata ad alcuni rappresentanti della rete dei Presìdi per confrontarsi ed esporre esigenze comuni. La giovane Marilù Monte, del Presidio delle susine bianche di Monreale, ha raccontato la sua esperienza emozionandosi nel ricordare nonna Mimma, che le ha trasmesso tutti i segreti: «Già prima ci sentivamo parte di una grande rete, oggi che abbiamo pure un simbolo, diventeremo una vera famiglia» .
Massimo Spigaroli, responsabile del Presidio del culatello di Zibello, ha sottolineato alcune problematiche: «Chiedere il rispetto di un disciplinare, non è cosa agevole, ma è necessario a conto di scontentare qualcuno, perchè sulla qualità non sono possibili mediazioni con nessuno».
A chiudere l’incontro sono stati presentati i sostenitori del progetto dei Presìdi italiani: Coop, Siltal-Nomos, Reale Mutua,Assicurazioni, Eplusplus.

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Il Manifesto sul cambiamento climatico

Alla Sala Gialla del Lingotto Fiere è stato presentato stamattina il Manifesto sul cambiamento climatico e il futuro della sicurezza alimentare che punta a un sistema alimentare post-industriale senza combustibili fossili ed è promosso dalla Commissione Internazionale per il Futuro dell’Alimentazione e dell’Agricoltura, in collaborazione con l’Arsia e la Regione Toscana.
Vandana Shiva, presidente della Commissione nonché vice presidente Slow Food, ha introdotto i nove punti nei quali si articola il manifesto: l’agricoltura globale industrializzata contribuisce al cambiamento climatico divenendo vulnerabile a esso; l’agricoltura ecologica e biologica contribuisce alla mitigazione e all’adattamento al cambiamento climatico; la transizione verso sistemi alimentari locali e sostenibili va a vantaggio dell’ambiente e della salute pubblica; la biodiversità riduce la vulnerabilità e aumenta la capacità dell’ambiente di “autoripararsi”; l’ingegneria genetica applicata a semi e varietà vegetali costituisce una falsa soluzione pericolosamente fuorviante; i biocarburanti industriali sono una falsa soluzione e una nuova minaccia alla sicurezza alimentare; la conservazione dell’acqua è fondamentale per l’agricoltura sostenibile; la trasmissione delle conoscenze è necessaria ai fini dell’adattamento al clima; occorre una transizione economica che porti verso un futuro alimentare equo e sostenibile.
Carlo Petrini, presidente Slow Food, ha iniziato il suo intervento ricordando il suo primo incontro con Vandana Shiva: «Cinque anni fa, a Firenze, ero a un meeting tra i grandi leader dei movimenti ambientalisti. Vandana era l’unica a non guardarmi con sospetto: primo, perché lei è una donna ed è portatrice dei veri saperi domestici; secondo, perché vive in una situazione contadina in cui il cibo è importante». Augurandosi che presto la Commissione elabori manifesti anche su salute, economia e sacralità del cibo, Petrini si è soffermato sull’importanza della trasmissione dei saperi tradizionali e su quanto sarebbe necessario un dialogo col mondo scientifico davvero sincero e paritario.
Ha chiuso l’incontro Anna Rita Bramerini, Assessore all’Ambiente ed Energia della Regione Toscana, intervenuta in vece del Presidente regionale Claudio Martini, fondatore con Vandana Shiva, nel 2001, della Commissione Internazionale. L’Assessore ha ricordato l’impegno della Regione fin dagli anni Settanta nei confronti dell’agricoltura sostenibile e biologica e di come la Toscana sia stata la prima regione a dichiararsi ogm free e a creare una rete di regioni europee con questo obiettivo.
Per scaricare il manifesto e sottoscriverlo, basta collegarsi ai siti www.future-food.org e www.arsia.toscana.it/petizioneclima

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