Il premio “Orio Vergani” al Gruppo virtuale cuochi italiani

L’AIC (Accademia Italiana della Cucina) celebra gli ambasciatori della nostra cucina nel mondo.

Il prestigioso riconoscimento, attribuito ogni anno dall’Accademia Italiana della Cucina a chi ha onorato la cultura gastronomica italiana con la propria attività, è stato assegnato oggi, 10 ottobre, al GVCI (Gruppo Virtuale Cuochi Italiani), alla
presenza di Mario Caramella, presidente dell’associazione.

Lasagne alla bolognese, scaloppine di vitello, ossobuco, pizza, tiramisù; e poi ancora carbonara, cotoletta alla milanese, pasta al pesto: sono solo alcune delle ricette simbolo della nostra gastronomia che tutto il mondo ci invidia e, soprattutto, ci copia. Infatti, lo straordinario successo d’immagine che la cucina italiana è riuscita a conquistarsi fuori dai nostri confini corre di pari passo alla crescita delle imitazioni che colpiscono i piatti tradizionali del Bel Paese. Come conferma, del resto, una recente indagine dell’Accademia Italiana della Cucina, secondo la quale, nei ristoranti italiani all’Estero ben 6 ricette su 10 vengono puntualmente “tradite”.
A contrastare questo fenomeno, c’è un gruppo di professionisti della ristorazione, attivo in oltre 70 paesi in tutto il Mondo, che da oltre 10 anni rappresenta il presidio di tutela della cucina italiana più autentica, fatta con ingredienti di prima qualità e nel rispetto rigoroso dei dettami della tradizione. Parliamo del GVCI (Gruppo Virtuale Cuochi Italiani): un network di oltre 2000 persone – soprattutto chef ma anche sommelier, imprenditori, giornalisti, addetti del settore food and beverage – che hanno fatto della difesa del cibo made in Italy la propria missione.
Proprio a loro, l’Accademia Italiana della Cucina – Istituzione Culturale della Repubblica Italiana da quasi sessanta anni impegnata in difesa della cultura culinaria del nostro Paese – ha attribuito, oggi 10 ottobre, a Milano, il premio “Orio Vergani 2012”. Un riconoscimento prestigioso – porta il nome del grande giornalista fondatore dell’Accademia Italiana della Cucina – che viene conferito ogni anno, dal 1984, a chi ha onorato la cultura gastronomica con la propria attività, in ogni campo, in Italia o all’Estero.

Giovanni Ballarini, Presidente dell’Accademia Italiana della Cucina
“Oggi, nel mondo, come conferma una nostra ricerca, la cucina italiana riscuote enormi consensi tra i consumatori stranieri che, dall’Australia agli Stati Uniti, ne riconoscono la straordinaria qualità delle materie prime e gli aspetti salutistici propri della dieta mediterranea. Tuttavia, per mantenere questa leadership, è necessario contrastare il fenomeno delle imitazioni delle nostre ricette tipiche che rischiano di minare l’immagine positiva conquistata in questi anni. Il Premio Vergani assegnato al GVCI va visto proprio in questa direzione: abbiamo voluto dare lustro al lavoro svolto da questo gruppo di professionisti che si battono, ogni giorno, per diffondere nei 5 continenti i valori della civiltà della tavola”.

MARIO CARAMELLA, PRESIDENTE DEL GRUPPO VIRTUALE CUOCHI ITALIANI
“Per difendere le nostre ricette tradizionali dal falso culinario è necessario in primo luogo educare i cuochi, soprattutto quelli stranieri, all’utilizzo di alcuni ingredienti fondamentali della nostra gastronomia che non dovrebbero mai mancare: parlo di olio extra vergine d’oliva, erbe fresche, pane con la crosta, pasta al dente e risotto al dente. Se da una parte, infatti, i consumatori sono sempre più attenti al richiamo del cibo made in Italy – conoscono i nomi dei piatti italiani e a volte anche come vengono realizzati – dall’altra ci sono ristoratori e chef senza scrupolo che inseriscono nei menu ricette ben diverse da quelle originali. Solo attraverso la promozione del cibo italiano e delle tecniche di cucina possiamo salvaguardare il nostro patrimonio culinario.”

GVCI: UNA RETE DI PROFESSIONISTI A TUTELA DEL CIBO MADE IN ITALY
Fondato nel 2000 da Mario Caramella e dal produttore TV e giornalista Rosario Scarpato, il GVCI – con il lavoro sul campo dei suoi aderenti – contribuisce a diffondere la cultura gastronomica italiana in tutti quei Paesi dove la nostra cucina viene spesso bistrattata.
La principale peculiarità dell’associazione è quella di condividere conoscenze sul mondo del food attraverso un “forum online” moderato in italiano (http://groups.yahoo.com/group/GVCI2001/) e due siti, uno in italiano (www.gvci.org) e uno in inglese (www.itchefs-gvci.com) che supportano le attività e gli eventi organizzati dal network. L’obiettivo del Forum è quello di creare un canale di discussione permanente tra gli iscritti, promuovendo una rete di solidarietà fra gli chef italiani all'estero che contribuisca allo sviluppo dei prodotti italiani.
Tra le numerose iniziative portate avanti in questi anni dal GVCI grande importanza riveste l’IDIC (International Day of Italian Cusines). Il 17 gennaio di ogni anno gli chef che aderiscono al gruppo celebrano, in ogni angolo del pianeta, un piatto della tradizione regionale tra i più imitati (nel 2013 sarà la volta del tiramisu). Si tratta di una mobilitazione per dire no ai taroccamenti ai quali la cucina italiana e i prodotti made in Italy sono sottoposti in tutto il mondo e per promuovere ristoratori di cucina italiana che si battono per la sua autenticità.
Inoltre Il GVCI organizza anche gli Oscar della Cucina Italiana nel Mondo e il Summit mondiale della Cucina italiana di Hong Kong., dove si incontrano i migliori cuochi che lavorano in Italia con quelli che lavorano all’estero.

INDAGINE AIC FOTOGRAFA “FALSO CULINARIO” ALL’ESTERO
Anche l’Accademia Italiana della Cucina, con le sue 74 delegazioni estere è impegnata in prima linea nello studio dei fenomeni che riguardano il cibo italiano fuori dai confini nazionali. Come dimostra una recente ricerca (vedi comunicato allegato), che ha voluto evidenziare pregi e difetti della nostra ristorazione all’Estero. Scopriamo come tra le cucine etniche, quella italiana risulta essere oggi la preferita al Mondo, seguita dalla cucina cinese e, solo terza, dalla cucina francese…
Tra ii punti critici messi in luce dall’indagine, emerge il tradimento della ricetta tradizionale: nel 60% dei casi i piatti italiani realizzati nei ristoranti stranieri vengono male interpretati. Un fenomeno che accade principalmente perché quasi la metà dei cuochi che operano nei ristoranti italiani all’estero non sono italiani. Le nazioni più colpite da questa piaga sono Usa, Canada e Australia mentre in Europa “l’italian sounding” delle ricette è diffuso soprattutto in Irlanda, Portogallo e Finlandia.

UN PREMIO NEL NOME DEL FONDATORE: ORIO VERGANI, MAESTRO DI GIORNALISMO
Orio Vergani, fondatore dell’Accademia Italiana della Cucina e giornalista del Corriere della Sera è stato un personaggio di primo piano nel mondo del giornalismo, della letteratura e dell’arte. Scrittore finissimo, commediografo, critico d’arte cronista attento e curioso ha lasciato di sé una profonda impronta nel giornalismo italiano. L’idea di fondare l’Accademia Italiana della Cucina è maturata durante le manifestazioni sportive del Giro d’Italia, e soprattutto di Francia, che gli diedero modo di scoprire anche la gastronomia e i Paesi che traversava. Aveva infatti imparato a memoria tutti i vini di Francia e per questo metteva in imbarazzo i camerieri con nomi che non avevano mai sentito. Per questo si era convinto della necessità di fare qualcosa in rapporto alla nostra cucina e alla nostra enologia, soprattutto dopo che aveva avuto modo di conoscere da vicino la rete dei clubs e delle chaines che sostenevano in Francia il primato della tavola che tutto il mondo le riconosceva. Fu cosi che il 29 giugno 1953, diede vita all’Accademia Italiana della Cucina.