Il Parlamento Europeo e la tortuosa strada del vino

In vista della riforma dell’OCM vino, il Parlamento europeo ha organizzato un’audizione con esperti del settore per uno scambio di vedute sui punti sensibili della riforma.
La proposta della Commissione europea prevede una serie di misure per riorganizzare il settore e riequilibrare il mercato: l’abolizione di tutte le misure di mercato come la distillazione e l’aiuto ai mosti concentrati; il trasferimento di risorse per lo sviluppo rurale nelle regioni produttrici; la liberalizzazione dei diritti di impianto a partire dal 2013; la creazione di dotazioni finanziarie nazionali per alcune misure come la ristrutturazione e la riconversione, la vendemmia verde e il fondo anticrisi.
Già in questa prima fase interlocutoria, il Parlamento europeo non ha fatto mancare le sue critiche alla proposta della Commissione europea dello scorso luglio.
Anche se rispetto al testo di un anno fa si sono fatti alcuni passi avanti, dal dimezzamento della stima di vigneti europei da estirpare (da 400 mila a 200 mila ettari) al divieto della pratica dello zuccheraggio, parecchi rimangono i punti problematici della riforma.
Innanzitutto ha suscitato parecchie reazioni negative la proposta di indicare anche nell’etichetta dei vini da tavola l’annata e il vitigno: "sarebbe molto difficile poter fare dei controlli rigorosi anche per i vini da tavola-ha commentato l’europarlamentare Enzo Lavarra- e poi si rischierebbe una confusione con i vini a denominazione d’origine, la vera forza competitiva europea sui mercati internazionali".
Un altro punto che ha suscitato un vivace dibattito è la proposta della Commissione di vietare la pratica dello zuccheraggio: su questo il Parlamento si è diviso tra i Paesi del nord Europa -dove la tecnica è usata per aumentare la gradazione alcolica del vino- e i Paesi Mediterranei che, non utilizzandola, la considerano come una forma di concorrenza sleale.
Si è comunque trattato di uno scambio di vedute che, pur chiarendo alcune posizioni, è comunque uno dei primi passi di un iter che si concluderà a febbraio quando sarà approvata in plenaria la posizione del Parlamento.
"Nei prossimi mesi -conclude Lavarra- il lavoro che ci aspetta in Parlamento ci vedrà impegnati a migliorare ancora la proposta della Commissione per difendere l’identità, i livelli di produzione e la qualità del vino europeo".
Fonte: PSE