Il Ministro De Castro ribadisce il suo NO allo zuccheraggio dei vini

Bruxelles – In occasione del voto circa il parere del Parlamento Europeo in Commissione, sulla riforma del regolamento vino, il ministro per le politiche agricole e alimentari, Paolo de Castro porta le sue ragioni a Bruxelles.
A cominciare dalla sua 'preoccupazione di fronte alla proposta della relatrice Katerina Batzeli di reintrodurre l'autorizzazione allo zuccheraggio senza un parallelo ripristino dell'aiuto all'utilizzo dei mosti concentrati'.
Una lettera in questo senso e' stata scritta alla Batzeli dal ministro che oggi vede il presidente della Commissione agricoltura del Parlamento Europeo, ormai presidente del Gruppo del PPE, e gli europarlamentari italiani per il terzo incontro di questo tipo affrontato da un membro del Governo Prodi, come spiega lui stesso a margine di una mostra sul futuro dell'agricoltura della Regione Lazio.
Sono ben 17 i paesi europei che reclamano la reintroduzione del via libera allo zuccheraggio. Secondo il Ministro, "è meglio il veto ad entrambi, come prevede la proposta attuale della Commissione Europea, ma se si prevede l'uno, non si puo' lasciare fuori l'altro".
"Parliamo – ha tenuto a sottolineare de Castro – di finanziamenti per quasi un miliardo di euro l'anno, tra il prodotto fresco ed il trasformato, che chiediamo vengano mantenuti, come prevede la proposta attuale'. Prima di dare un parere piu' articolato, il ministro si ripromette di incontrare tutte le osrganizzazioni agricole al fine di conoscere le loro richieste, presumibilmente entro febbraio. Nella sede del Parlamento Europeo a Bruxelles, insieme al Presidente della Regione Lazio Piero Marazzo, il ministro ha inaugurato la manifestazione 'Oltre, l'agricoltura del Lazio in Europa' che per due giorni presentera' i prodotti di oltre 70 aziende innovative, – come spiega Daniela Valentini, assessore all'agricoltura – in grado di competere sui mercati sulla base della qualita', che hano imparato a distinguersi sui mercati nazionali ed internazionali e capaci di dire no agli Organismi Geneticamente Modificati (OGM)".