Il Ministro Alemanno soddisfatto dopo il vertice WTO

Il ministro delle Politiche agricole e forestali commenta positivamente l'intesa raggiunta sottolineando che Scarpa e Urso hanno fatto un buon lavoro. Il sottosegretario evidenzia i principali risultati ottenuti dalla delegazione italiana
Si è conclusa la Sesta Conferenza ministeriale dell'Organizzazione mondiale del commercio (WTO);
"Il risultato del vertice di Hong Kong del Wto può essere giudicato per l'Italia soddisfacente anche alla luce delle ricadute sull'agricoltura".
Lo sottolinea il ministro delle Politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno, dopo l'intesa raggiunta al vertice Wto di Hong Kong
L'accordo raggiunto – ha spiegato Alemanno – non mette in discussione la riforma della Pac del 2003 e fa compiere qualche piccolo passo in avanti sul versante delle indicazioni geografiche che l'Italia ha fortemente difeso, rispetto alle tentazioni della Commissione Europea di sacrificarle sul terreno negoziale".
"Inoltre è evidente – ha proseguito il Ministro – che l'Unione Europea ha ancora qualche margine negoziale per quanto riguarda l'inizio dell'abolizione dei sussidi alle esportazioni".
"Grazie all'impegno di Scarpa e Urso – ha concluso Alemanno – abbiamo quindi evitato ancora una volta che l'agricoltura italiana diventasse l'agnello sacrificale sull'altare dei negoziati del Wto".
"Il risultato di questa sei giorni è da considerarsi nel complesso apprezzabile e tale da consentire una positiva conclusione del negoziato in modo da garantire parallelismo tra i temi agricoli e secondariamente tra questi e quelli Nama e Servizi", ha dichiarato Paolo Scarpa Bonazza, sottosegretario alle Politiche agricole e forestali al termine della Sesta Conferenza ministeriale.
Secondo Scarpa tutto ciò sarà possibile se l'Unione Europea riuscira' a mantenere una adeguata compattezza, se sapra' soprattutto avere ambizioni degne di una grande potenza mondiale e se i commissari Mandelson e Fischer Boel sapranno continuare ad impegnarsi nei prossimi mesi cosi' come hanno fatto durante la settimana di Hong Kong."
Nelle fasi conclusive di questa sofferta e complicata Conferenza, ha fatto presento il sottosegretario, l'Unione Europea ha dovuto subire forti pressioni per la sua Politica agricola comune ed un duro attacco e' stato sferrato in particolare dal G20 per un taglio del sostegno interno che questo gruppo avrebbe voluto ben piu' radicale di quello concordato nell'Accordo del luglio 2004 a Ginevra".
Da parte dei maggiori attori negoziali, ha evidenziato ancora Scarpa, veniva poi pretesa l'eliminazione delle sovvenzioni all'esportazione gia' a partire dal 2010, mettendo cosi' a repentaglio il finanziamento di settori importanti dell'agricoltura comunitaria e nazionale quali i cereali, le carni bovine, il settore lattiero caseario ed il settore delle trasformazioni a base di carne suina. Una violenta resistenza nei confronti dell'obiettivo di tutela delle indicazioni geografiche è stata poi opposta da Usa, Brasile,Sud Africa, Australia e Nuova Zelanda.
Il sottosegretario passa poi a descrivere i principali risultati ottenuti dalla delegazione italiana a Hong Kong, dopo incessanti e continue trattative bilaterali con i commissari europei ed i membri del Consiglio Affari generali.
Relativamente al sostegno interno e' stato annullato il pericolo di un taglio piu' radicale riprendendo la precedente formulazione dell'Accordo di Ginevra".
Il taglio – ha precisato Scarpa Bonazza – avrebbe comportato la necessita' di una nuova riforma della PAC per compensare la perdita di risorse all'interno della scatola gialla relativamente ai settori dell'ortofrutta e del vino che a breve dovranno formare oggetto di riforma". La proposta del G20 infatti prevedeva di attuare le riduzioni del sostegno interno a partire dalle spese effettivamente utilizzate e non da quelle consolidate con il vecchio Uruguay Round. "In buona sostanza – ha puntualizzato il sottosegretario – avremmo perso in un solo colpo circa 10 miliardi di euro".
Per le sovvenzioni all'esportazione e' stata ottenuta la data del 2013 e la percisazione che le riduzioni faranno riferimento al valore e non alle quantità. "Cio' comporta – ha evidenziato il sottosegretario – che sarà possibile continuare ad utilizzare per tutto il periodo delle nuove prospettive finanziarie e cioe' fino al 2013 un importo di 2,27 miliardi di euro necessario per la gestione del mercato di importanti comparti produttivi che devono trovare collocamento anche sul mercato mondiale proprio per non deprimere ulteriormente i prezzi interni e quindi i redditi degli agricoltori."
Sulle indicazioni geografiche e' stato in primo luogo ottenuto, con un apposito riferimento al paragrafo 29 della Dichiarazione ministeriale, l'accordo dei Ministri per intensificare i negoziati relativi alla costituzione del Registro multilaterale dei vini e degli spiriti con l'obiettivo di concluderli entro il 2006, scadenziario fissato per la conclusione del Doha Round.
Il sottosegretario Scarpa Bonazza si è dichiarato soddisfatto per aver ottenuto al paragrafo 39 della Dichiarazione ministeriale la data del 31 luglio 2006 "entro la quale il Consiglio dovra' intraprendere ogni azione appropriata per finalizzare l'estensione della protezione delle indicazioni geografiche a tutti gli altri prodotti diversi dai vini e dagli spiriti".
Nella fase finale del Consiglio Affari generali, ha fatto ancora presente Scarpa, e' stato ottenuto l'inserimento nella Dichiarazione finale dei lavori del Consiglio Cagre "dell'impegno della Commissione ad insistere nella negoziazione per vedere riconosciuta senza eccezioni di sorta una lista di prodotti con denominazione di origine che oggi vengono contraffatti ed usurpati sul mercato mondiale, non a caso soprattutto nei mercati interni dei paesi che strenuamente si oppongono alla tutela delle indicazioni geografiche".

Fonte: Agricoltura italiana