I vigneti del Chianti sotto l'occhio del Web Cofinanziato dalla Commissione Europea

Il ciclo annuale della vigna, dalla potatura delle piante in autunno, attraverso i rigori invernali, la rimessa delle foglie, la nascita dei grappoli, fino alla vendemmia. Il tutto seguito costantemente via web, con microsensori collegati a foglie, rami e fusto delle piante per segnalare malattie, umidita' e stato di salute di terreno e viti.
E' l'esperimento che l'Universita' di Firenze sta conducendo fra le colline del Chianti, nell'azienda agricola di Montepaldi, a San Casciano Val di Pesa, a 20 chilometri dal capoluogo toscano. Li' l'Ateneo ha iniziato da circa un mese la prima applicazione europea nel campo dell'agricoltura della tecnologia Wireless sensor network, che fa parte del progetto Ambient intelligence dell'inizitiva europea Good Food.
Il controllo web del Chianti e' stato al centro del convegno organizzato dall'Universita' dal titolo ''Ambient intelligence for food quality'' al quale e' anche intervenuto Dirk Beernaert, capo unita' di micro e nanosistemi della Commissione europea. Ad illustrare l'utilizzo dei sensori nel vigneto sono stati i docenti fiorentini Gianfranco Manes, ordinario di elettronica, Leonardo Casini, ordinario di economia ed estimo rurale, e Stefano Mancuso, associato di arboricoltura.
''A Montepaldi – ha spiegato Manes – abbiamo istallato una rete a maglie strette di nodi collegati con sensori. I nodi comunicano in modo wireless, cioe' senza fili, cosi' da poter operare sul campo per lunghi periodi senza richiedere sostituzione di batterie od operazioni di manutenzione. Attraverso i sensori vengono registrati tutti i paramentri delle piante, come umidita' e temperatura del suolo e dell'aria, crescita diametrale del fusto, temperatura della foglia. I dati sono leggibili a distanza attraverso internet, dopo che i nodi li trasmettono ad una centralina ad energia solare che a sua volta li 'passa' in rete''.
I sensori sono montati su un vigneto di 42 ettari. Gli aggiornamenti wireless arrivano a distanza di dieci minuti direttamente sul computer da dove e' quindi possibile conoscere lo stato di salute delle piante e organizzare di conseguenza interventi mirati.
''Fino ad oggi – ha sottolineato Mancuso – le possibili malattie delle piante sono previste tramite modelli su vasta scala basati sui dati climatici, ma in questo modo si tratta con antiparassitari e anticrittogamici tutta la superficie coltivata indistintamente, con evidenti costi economici e ambientali. Con il Wireless sensor network invece non solo si registra esattamente l'insorgenza della malattia ma e' anche possibile combatterla soltanto nel settore in cui si manifesta. Analogamente – ha aggiunto – sara' possibile irrigare maggioramente le piante piu' a rischio siccita' oppure arrivare ad identificare una mappa di microzonazione, ovvero quelle zone, all'interno del singolo vigneto, che producono l'uva migliore''.
L'esperimento, cominciato circa un mese fa, si concludera' tra un anno, in occasione della prossima vendemmia, cosi' da coprire tutto il ciclo annuale della vite.
Il costo e' di 4 milioni di euro, mentre il progetto Good Food vede un investimento complessivo di 17 milioni e mezzo di euro per tre anni, per meta' finanziati dalla Commissione europea.
''Questa prima esperienza – ha affermato Beernaert – e' un tipico esempio di come la tecnologia, soprattutto quella piu' innovativa, puo' essere messa al servizio della comunita', e il modello che e' stato sviluppato dall'Universita' di Firenze puo' essere trasferito dal vino anche ad altri prodotti dell'agricoltura''.

Ansanews