I quarant’anni del Turismo verde

L’Agriturist, l’associazione che ha fatto scoprire le vacanze in campagna agli italiani che vivono in città, ha compiuto 40 anni.
Festeggiati i soci fondatori, nella sede della Confagricoltura di Roma, sede di Agriturist, presente il presidente Confagricoltura Federico Vecchioni e di Agriturist Riccardo Ricci Curbastro.
Ospiti d’onore il primo presidente Simone Velluti Zati uno dei fondatori dell’Associazione con Rinaldo Chidichimo, Piergiorgio Ortis, Giovanni Martirano, Francesco Amantea, giovani imprenditori che nel febbraio del 1965 fondarono l’Agriturist nella sala della Protomoteca in Campidoglio.
Oltre duecento i partecipanti alla manifestazione; Velluti Zati che è stato presidente fino al 1998, ha ricordato il percorso fatto dall’Associazione, nata dalla constatazione che bisognava fare uscire fuori, far conoscere la campagna ai cittadini. Ricordando cosa era l’agricoltura negli anni 60 è stata un’idea geniale e innovativa.
Il turismo in campagna era già attivo in altri paesi europei, come in Francia, e perché non far conoscere la nostra campagna anche agli abitanti delle città? All’inizio l’Agriturist è nata come possibilità d’integrazione all’economia agricola. Nel corso degli anni all’ospitalità nelle case dei contadini si sono aggiunti altri servizi, e all’Agriturist si sono affiancate altre due associazioni Terra Nostra e Turismo Verde, riunite tutte e tre nel Consorzio delle associazioni agrituristiche, Anagritur, diretto per anni da Giorgio Medici.
Ai quarant’anni di Agriturist sono da ricordare altre date significative:
– trent'anni fa nasceva la prima Guida sull’Ospitalità rurale che sarà pubblicata annualmente fino ad oggi;
– nello stesso anno esce il primo numero dell’agenzia di stampa “Agriturist” attraverso il quale l’Associazione comunica all’opinione pubblica il proprio modello di sviluppo rurale e di offerta turistica delle aziende, diventata oggi una rivista e si chiama “Agrituristi”,
– vent'anni fa, nel 1985 è stata approvata la legge-quadro per regolare armonicamente il settore, e così l’agriturismo entrava nell’ordinamento dello Stato. Il quadro normativo regionale è poi avvenuto nel 1993.
Come ha ricordato il presidente Ricci Curbastro, l’agriturismo ha permesso la ristrutturazioni di circa 30 mila tra vecchie stalle, annessi agricoli, case coloniche ormai inutilizzati e diroccati per farne alloggi, punti di ristoro, piccoli musei con grande beneficio non solo per i valori fondiari ma anche per la comunità, sono stati rivalutati e rivitalizzati tradizioni locali e fatti conoscere i prodotti della terra.
Ne ha fatta molta di strada l’agriturismo; le aziende agrituristiche dalle poche centinaia di inizio anni ottanta oggi sono 13.500; il fatturato del settore raggiunge gli 850 milioni di euro, dando così un valido sostegno all’agricoltura non solo economico ma anche di visibilità presso l’opinione pubblica.
Gli agrituristi che negli anni settanta erano poche migliaia sono oggi quasi due milioni e mezzo.
La Guida Agriturist 2005, in una nuova veste grafica, è un volume di 500 pagine, sono inserite 1650 proposte di agriturismo e vacanze verdi con 32 mila posti-letto, 768 punti di ristoro, 708 gli agriturismi con piscina, 681 quelli organizzati per accogliere disabili, 264 le offerte di turismo a cavallo, 391 sono attrezzati per degustazioni, 179 organizzano visite didattiche per le scuole.
A conclusione della manifestazione per il quarantennale di Agriturist, il presidente Confagricoltura Vecchioni ha offerto al fondatore e past-president Velluti Zati il "menologio d’oro", riproduzione su medaglia dell’antico calendario agricolo romano che la Confagricoltura attribuisce agli imprenditori che si sono distinti nell'innovazione agricola e nell’azione sindacale.
Ai soci fondatori è stata poi consegnata una pubblicazione, realizzata in trenta copie da Agriturist, numerata e firmata per ricordare i 40 anni dell’Associazione.
Tutti gli intervenuti alla manifestazione hanno poi potuto gustare in un ricco buffet i prodotti genuini della campagna italiana.

Clara Di Meglio